Ultimo Aggiornamento:
13 novembre 2019
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Un mondo nuovo

Stefano Zan * - 17.11.2018
Nuovo mondo politico

“Un mondo politico nuovo è possibile ed è quello rappresentato da questo governo”.

Questa potrebbe essere in sintesi la convinzione che ha mosso e muove molti elettori a dare fiducia alla maggioranza che sostiene il governo.

Da un lato la speranza di una forte discontinuità con la vecchia politica (protesta). Dall’altro un investimento fideistico sul futuro. La mia ipotesi è che il voto fideistico, l’identificazione con il nuovo paradigma prevalga sul classico voto di protesta perché i due nuovi partiti propongono un sistema di valori (ideologia) che favorisce processi di identificazione e appartenenza anche a prescindere dalla specificità dei programmi elettorali e della loro fattibilità.

Il carattere post ideologico dei due partiti è una bufala comunicativa. Nel corso del tempo sono venuti sempre più chiarendosi gli elementi di sostegno alla nuova ideologia che conviene provare ad evidenziare pur nelle ambiguità e contraddizioni, nella convinzione che essi stessi siano fattori di attrazione del consenso.

Solo il popolo è sovrano. Tutte le autorità (italiane e non) che non sono state elette sono comunque “meno” sovrane.

La vera democrazia è la democrazia diretta. La democrazia rappresentativa è il marchingegno attraverso il quale le èlite imbrogliano il popolo.

L’Italia è degli italiani. Solo il popolo italiano è sovrano in Italia

Governare è semplice: basta rispettare i voleri del popolo

La competenza è lo strumento attraverso il quale da sempre le èlite sottomettono il popolo.

Per tutte le disfunzioni, gli errori, le disgrazie esistono sempre dei colpevoli che vanno individuati e puniti immediatamente.

Innovazione scientifica e tecnologica sono trappole attraverso le quali le èlites fanno i loro interessi.

Tutti hanno diritto a un reddito anche se non lavorano.

Chi dissente da questa visione è contro il popolo.

Ripetute all’infinito e in tutte le sedi queste affermazioni diventano verità perché in piena sintonia con quanto già pensavano i singoli cittadini e concorrono a creare un universo semantico in sé coerente e congruente, una vera e propria ideologia nella quale riconoscersi e identificarsi. Un’ideologia elementare, essenziale, “popolare”, tendenzialmente autarchica e regressiva capace però di favorire il senso di appartenenza e di identificazione di molti elettori e di nascondere, al contempo, le differenze tra Lega e 5 Stelle.

Popolo e èlite, da generiche categorie metafisiche, diventano nel linguaggio quotidiano descrittori sociologici del conflitto sociale reale e definiscono con chiarezza amici e nemici.

Se quanto sono venuto argomentando nei miei ultimi articoli ha una qualche plausibilità ne consegue che dobbiamo probabilmente aspettarci:

-          Un consolidamento del consenso ai partiti di maggioranza

-          Un non rientro del voto di protesta

-          La conquista di nuove amministrazioni locali, anche quelle teoricamente più distanti da questa prospettiva

Il punto è che Lega e 5 Stelle hanno saputo intercettare ed esplodere le convinzioni più profonde e elementari che albergano nell’animo della maggior parte dei cittadini. Gli avversari veri non sono i due partiti, ma sono i cittadini che li votano. E questo da un lato è il nodo vero del populismo, dall’altro rende l’opposizione particolarmente difficile perché è difficile smantellare convinzioni profondamente radicate nei singoli.

Spero solo di sbagliarmi.

 

 

 

 

* E' stato docente universitario di Teoria delle organizzazioni. Il suo blog è ww.stefanozan.it