Ultimo Aggiornamento:
15 giugno 2019
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Rebus post elettorale in Grecia

Rigas Raftopoulos * - 05.06.2014
SYRIZA

Le recenti elezioni europee in Grecia sono state accompagnate dalle elezioni amministrative assumendo così un peso doppiamente significativo anche alla luce della buona affluenza (58.2%), superiore alla media europea ferma al 43,09%. Non c'è dubbio che il risultato elettorale del SYRIZA attestatosi al 26.6% delle preferenze (6 seggi in Europa) rappresenti un evento storico per la Grecia ma in qualche misura anche per l'Europa poiché per la seconda volta nella storia delle elezioni europee un partito schiettamente di sinistra ottiene la maggioranza assoluta. La prima volta, è il caso di ricordarlo, era il 1984 e si trattava del PCI reduce dall'allora recente scomparsa del suo segretario Enrico Berlinguer. Accanto a questo risultato complessivo vanno ricordate anche le vittorie a livello locale dei candidati del SYRIZA, prima fra tutte quella di Rena Dourou nella fondamentale regione dell'Attica.

 

Una vittoria insufficiente

 

Dal canto suo Nuova Democrazia, attestatasi al secondo posto, perde circa il 7% dei consensi rispetto alle elezioni politiche del 2012, fermandosi al 22.71% (5 seggi al parlamento europeo), un risultato che costituisce anche una sconfitta personale per il suo leader Antonis Samaras che soltanto un mese prima si era detto convinto di poter ribaltare le previsioni negative e conquistare il primato elettorale. La situazione del PASOK è invece del tutto singolare poiché pur non scendendo sotto l'8% nella coalizione di centro sinistra denominata Elia – Schieramento Democratico (8,02% e 2 seggi a Bruxelles), ma perdendo un elettore su tre fra quelli che gli erano rimasti nel 2012, vede il suo presidente Evanghelos Venizelos quasi festeggiare il risultato elettorale di un partito che ha preso in mano quando era attestato a circa il 44% dei consensi e che rimane comunque al di sotto del partito neonazista di Alba Dorata. Quest'ultimo si attesta al 9.38%, nonostante le vicende giudiziarie che vedono coinvolta la sua dirigenza, anche, ma non soltanto, a seguito dell'omicidio del giovane Pavlos Fissas da parte di suoi militanti. Completano il quadro il 6.61% (2 deputati) del neonato schieramento Potami, inizialmente considerato una sorta di Movimento 5 stelle di Grecia, il 6.07% del Partito comunista (2 deputati) e infine il 3.47% del partito di destra Anexartiti Ellines (1 deputato).

 

Da soli non basta

 

Nonostante l'indubbia vittoria del SYRIZA rimane tuttavia l'impressione che si tratti di un risultato non definitivo, non perentorio, che lascia spazio a manovre politiche da parte di esponenti dell'attuale governo. Non è forse un caso infatti che Venizelos abbia convocato per il prossimo ottobre un congresso fondativo del centrosinistra invitando tutti gli esponenti della DIMAR (Sinistra Democratica nata nel giugno 2010 ad opera di fuoriusciti dal SYRIZA e pesantemente sconfitta alle elezioni europee con l'1.21% dei consensi) ad entrare nel PASOK. Allo stesso tempo Venizelos ha invitato il SYRIZA al dialogo e alla compartecipazione a decisioni chiave come quelle sul debito pubblico e sulla modifica della legge elettorale. Anche alcuni esponenti di spicco della destra come Dora Bacoghianni hanno invitato Tsipras a procedere lungo la strada della concertazione per il bene nazionale. Allo stesso tempo però sia Venizelos che Nuova Democrazia continuano ad esprimersi in termini di fuoco contro il SYRIZA e questo fa pensare che dietro alle aperture e alle proposte di dialogo e concertazione si celino sia le difficoltà e le paure dei partiti al governo per i rispettivi sviluppi politici sia i tentativi, non nuovi peraltro, di presentare il SYRIZA all'opinione pubblica come un partito irresponsabile, immaturo, destinato solamente all'opposizione per il bene stesso della Grecia, nonostante le offerte di assunzione di responabilità condivisa con il governo.

Gli scenari politici più attuali nel post elezioni europee e amministrative in Grecia sono dunque fluidi e  sembra che Samaras sia intenzionato a procedere ad un rimpasto di governo per trasmettere un'immagine di stabilità dell'alleanza Nuova Democrazia-PASOK, messaggio richiesto anche da Bruxelles. Venizelos e Samaras si incontreranno a breve su richiesta del primo desideroso di rendere più attuale il programma della coalizione di governo mentre Tsipras durante il suo recente incontro con il presidente della Repubblica Karolos Papoulias ha formulato la richiesta di elezioni nel più breve tempo possibile sostenendo che l'attuale governo non è più legittimato a prendere decisioni importanti per il paese tra le quali anche quella dell'elezioni del nuovo presidente della Repubblica.

È improbabile che nel prossimo futuro, quando si terranno le elezioni politiche, il SYRIZA possa governare da solo. Sembra ragionevole aspettarsi un governo il cui corpo centrale sia costituito dal partito di Tsipras ma che allo stesso tempo necessiti di “appendici” provenienti dall'esterno. Il suo leader sembra aver colto questo elemento rispondendo alle mosse di Venizelos la sera stessa delle elezioni europee quando ha dichiarato pubblicamente che i tempi sono maturi per una ampia coalizione democratica e progressista in grado di vincere le elezioni raggiungendo la maggioranza assoluta.

 

 

* Ricercatore Università di Roma III