Ultimo Aggiornamento:
16 ottobre 2019
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Le elezioni in Ucraina: vincitori, vinti e scenari futuri

Carlo Reggiani * e Yevgeniya Shevtsova ** - 26.05.2014
Petro Poroschenko

Il “terremoto elettorale” a seguito delle Europee ha fatto forse passare in secondo piano, in Italia e in Europa Occidentale, l’altra consultazione tenutasi in Europa il 25 Maggio. Tuttavia, le elezioni presidenziali in Ucraina potrebbero rappresentare un passaggio cruciale in un paese che negli ultimi mesi ha vissuto le proteste dell’EuroMaidan, la conseguente cacciata del presidente Yanucovich, il referendum che ha decretato l’indipendenza della Crimea e gli scontri nelle regioni Orientali che l’hanno portato sull’orlo di una guerra civile.

 

Un vincitore…

  

Le elezioni di domenica erano chiamate ad eleggere il nuovo presidente. Molti analisti hanno identificato in quest’appuntamento la possibile svolta per l’Ucraina. Negli ultimi mesi, il vuoto di potere lasciato da Yanucovich e la debolezza del governo provvisorio di Kiev hanno portato a una situazione drammatica nelle regioni Orientali, come ci ha tristemente ricordato la recente tragica uccisione del giornalista Andrea Rocchelli e del suo accompagnatore russo.    

Il candidato favorito alla vittoria ha trionfato e dovrebbe avere ottenuto più del 50% dei voti, evitando quindi il secondo turno. Il vincitore è Petro Poroschenko, ovvero il “re del cioccolato”: prima che un politico, è infatti un importante uomo d’affari. I cioccolatini Roshen sono tra i pochi prodotti Ucraini che si possono trovare con relativa facilità in molti supermercati dell’Europa Occidentale. Chiaramente, i recenti eventi hanno avuto un’importante influenza sulle attività commerciali di Poroschenko. In particolare, il blocco delle importazioni della cioccolata da parte della Russia nell’Agosto del 2013 e i dazi che l’adesione dell’Ucraina all’unione doganale con la Russia implicherebbe hanno toccato le attività economiche di Poroschenko in modo diretto. Essendo un convinto Europeista ma avendo anche fatto il Ministro nel governo di Yanucovich, potrebbe essere lui il candidato giusto per bilanciare le pressioni che l’Ucraina subisce tanto dall’Unione Europea quanto dalla Russia.

 

E molti vinti…


La prima sconfitta, con solo il 13% di preferenze, è stata Yulia Tymoschenko, molto conosciuta mediaticamente in Europa e negli Stati Uniti come simbolo degli abusi del governo di Yanucovich. In prigione per motivi politici, è tornata in libertà a seguito delle proteste dell’EuroMaidan. Tuttavia, in patria, le viene rinfacciato il fallimento del suo governo tra il 2007 e il 2010 che non e’ riuscito ad avvicinare l’Ucraina all’Unione Europea e ha invece aperto le porte alla corruzione dilagante, consegnando il paese a Yanucovich.     

Tra gli altri grandi sconfitti c’è sicuramente quello che resta del “Partito delle Regioni”, di cui era capo Yanucovich. Il candidato ufficiale, Dobkin, ha ottenuto circa il 3% mentre un partito satellite guidato da Tihipko ha avuto poco più successo col 5%. Una notevole sconfitta visto che, nonostante i timori della vigilia, le elezioni si sono tenute nella gran parte del paese e non solo all’Ovest.

Infatti, la mappa mostra come l’Ucraina non sia divisa tra Est e Ovest, ma solo le regioni all’estremità orientale di Lugansk e Donetsk (in viola) siano controllate dai separatisti. Anche in parte di queste regioni le elezioni si sono tenute regolarmente (vedi parte in giallo della mappa). In totale, anche nelle regioni occupate, il 21% degli elettori ha potuto votare e, secondo la BBC, anche il Ministro degli Affari Esteri russo ha accettato il risultato di queste consultazioni.         

 

Figura 1. Parti dell’Ucraina controllate dai separatisti.

 

 

 

 

Fonte: http://espreso.tv/news/2014/05/22/ukrayinski_sylovyky_vzyaly_terorystiv_na_donbasi_v_kilce_strymuvannya___parubiy

 

Sarà una vittoria per l’Ucraina? Le sfide future


All’indomani della risonante vittoria, Poroschenko dovrà affrontare numerose questioni importanti per il futuro dell’Ucraina:

     1. Riprendere il controllo dell’Est

Chiaramente, la prima sfida sarà riportare l’ordine nelle regioni di Donetsk e Lugansk, dove anche dopo le elezioni si continua a sparare. Infatti, lunedì, a seguito degli scontri è stato chiuso l’aeroporto di Donetsk. La chiave sembra essere riaprire le negoziazioni con la Russia e, in particolare, Putin.

     2. Stabilizzare l’economia nazionale

Nell’immediato la priorità è stabilizzare il valore della moneta locale, la Grivna. In futuro, si dovrà poi pensare al rilancio dell’economia tramite liberalizzazioni, incentivi alle piccole e medie imprese e maggiore integrazione nei mercati finanziari.

     3. Rapporti con gli Oligarchi dell’Est

I primi due obiettivi non potranno essere raggiunti senza l’appoggio dei due principali uomini d’affari, Rinat Akhmetov e Ihor Kolomoysky, che controllano la gran parte delle attività industriali all’Est. Kolomoysky ha supportato pubblicamente e finanziariamente il movimento dell’EuroMaidan mentre Akhmetov, proprietario anche della squadra di calcio Shakthar Donetsk, non ha ancora preso una posizione decisa. Entrambi, tuttavia, hanno l’obiettivo di ottenere un trattamento di favore dal governo per i propri affari.

 

Sicuramente la grande sfida di Poroschenko  e dell’Ucraina è appena iniziata. 

 

* Economista presso l’Università di Manchester (GB).

** Economista presso l’Università di Liverpool (GB).