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20 luglio 2019
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Il‭ ‬crollo del prezzo del petrolio:‭ ‬cause,‭ ‬conseguenze e sfide per l'Europa‭

Carlo Reggiani * e‭ Yevgeniya Shevtsova ** - 10.03.2016
Prezzo petrolio nuovo crollo

Dal Giugno‭ ‬2014‭ ‬a oggi il prezzo del petrolio è sceso di oltre il‭ ‬75%,‭ ‬da circa‭ ‬110$‭ ‬al barile‭ ‬fino anche‭ ‬a meno di‭ ‬30$.‭ ‬Il crollo è stato drammatico‭ ‬ed‭ ‬è andato di pari passo con‭ ‬instabilità finanziaria e turbolenze sui mercati mondiali.‭ ‬Storicamente è l'aumento del prezzo del petrolio ad avere effetti negativi sull'economia mondiale.‭ ‬Ma non per nulla l‭’‬economia non è considerata la‭ “‬scienza triste‭”‬.‭ ‬In altre situazioni,‭ ‬infatti,‭ ‬sono le aspettative pessimistiche dei mercati finanziari oppure le previsioni di imminenti recessioni economiche ad avere‭ ‬ripercussioni negative sui contratti petroliferi.‭ ‬Ad esempio,‭ ‬nel‭ ‬1997‭ ‬il prezzo del petrolio calò‭ ‬principalmente a causa della crisi finanziaria asiatica e‭ ‬dell'incertezza sulla ripresa economica della regione.‭ ‬Economisti e stampa specializzata,‭ ‬tuttavia,‭ ‬non sempre mettono in evidenza questo doppio nesso di causalità.‭

La situazione attuale:‭ ‬i principali fattori del‭ ‬calo del petrolio

Le emergenti turbolenze sui mercati finanziari a livello globale sono però solo una delle concause‭ ‬della recente volatilità dei prezzi del petrolio.‭ ‬E‭’‬ vero che la domanda di greggio è stata più debole del previsto in Europa e in Asia‭;‬ tuttavia,‭ ‬secondo‭ ‬economisti come‭ ‬Arezki e Blanchard,‭ ‬solamente‭ ‬tra il‭ ‬20%‭ ‬e il‭ ‬35%‭ ‬del recente calo del prezzo del petrolio può essere spiegato da fattori legati alla domanda aggregata.‭ ‬Quali‭ ‬altri fattori‭ ‬sono allora alla radice di un calo così drammatico‭? ‬Dal lato dell‭’‬offerta,‭ ‬il‭ ‬fattore‭ ‬più importante‭ ‬è sicuramente la fine delle sanzioni economiche all'Iran:‭ ‬secondo le stime,‭ ‬l‭’‬evento implicherà un incremento‭ ‬della produzione globale di petrolio di‭ ‬circa‭ ‬500.000‭ ‬barili al giorno.‭ ‬Tale prospettiva rende‭ ‬altamente improbabile la possibilità di tagli alla produzione coordinati da parte dei maggiori produttori dell'OPEC.‭ ‬Rispetto agli anni‭ ‬’70‭ ‬la stabilità del cartello è minata anche da altri cambiamenti nella struttura della produzione mondiale del greggio.‭ ‬La fratturazione idraulica‭ (‬“fracking‭”‬) ha consentito l‭’‬entrata sul mercato di numerosi produttori di piccola scala,‭ ‬aumentando la concorrenza e contribuendo ad abbassare i prezzi di mercato.‭ ‬La‭ ‬gran parte dell‭’‬effetto negativo del fracking sui prezzi,‭ ‬tuttavia,‭ ‬è da addebitarsi‭ ‬alle aspettative:‭ ‬tale tecnologia potrebbe infatti consentire in futuro‭ ‬di recuperare una grande quantità di petrolio,‭ ‬precedentemente considerata assolutamente irragiungibile e,‭ ‬quindi,‭ ‬inutilizzabile a fini produttivi.
L'Arabia Saudita e altri stati membri dell'OPEC‭ ‬nel‭ ‬2014,‭ ‬in risposta a questi‭ ‬sviluppi,‭ ‬hanno inondato il mercato di petrolio a prezzi ridottissimi,‭ ‬tentando di‭ ‬“strangolare‭”‬ il resto della concorrenza‭ ‬ed escludere i piccoli produttori dal mercato.‭ ‬Il tentativo non ha‭ ‬portato ad alcun risultato:‭ ‬nonostante il crollo dei prezzi,‭ ‬la produzione globale di petrolio è ancora in costante aumento.‭ ‬Infine,‭ ‬la rapida diffusione dell‭’‬energia verde e‭ ‬la crescente sensibilità dell‭’‬opinione pubblica riguardo al‭ ‬cambiamento climatico stanno‭ ‬mettendo in forte dubbio la profittabilità futura del settore petrolifero.‭ ‬Questo induce i produttori a vendere il più possibile prima che sia troppo tardi.

L'impatto sull'Europa

In teoria,‭ ‬il‭ ‬petrolio a basso costo‭ ‬dovrebbe favorire la crescita economica con chiari vantaggi per i consumatori.‭ ‬In effetti,‭ ‬la maggior parte dei paesi che hanno mostrato una forte crescita nel‭ ‬2015‭ ‬sono importatori netti di‭ ‬greggio:‭ ‬tra questi si contano India e Pakistan oltre ad alcuni paesi Europei.‭ ‬Dobbiamo quindi preoccuparci‭ ‬del petrolio a buon mercato‭? ‬Finora‭ ‬i prezzi bassi‭ ‬hanno facilitato la ripresa economica dell'Europa‭; ‬guardando al futuro,‭ ‬tuttavia,‭ ‬la questione è più complessa.‭ ‬In particolare,‭ ‬il tasso d‭’‬interesse della‭ ‬BCE è già‭ ‬vicino allo zero e c'è poco spazio per una politica monetaria‭ ‬che sostenga la crescita e combatta le pressioni deflazionistiche‭ ‬associate al ribasso del‭ ‬petrolio.‭ ‬Se le aspettative sull‭’‬inflazione scenderanno al di sotto dell'obiettivo della BCE‭ (‬2%‭)‬,‭ ‬l'area Euro‭ ‬potrebbe dover affrontare un nuovo periodo di stagnazione economica.‭ ‬Il pericolo di deflazione è aggravato da altri problemi della zona euro,‭ ‬come l‭’‬invecchiamento della popolazione,‭ ‬il rallentamento della produttività,‭ ‬la disoccupazione strutturale e‭ ‬la‭ ‬debolezza del settore bancario europeo.‭ ‬Una crescita economica limitata implicherebbe‭ ‬anche‭ ‬una riduzione delle entrate fiscali e un‭'‬aumento dei deficit di bilancio,‭ ‬esattamente ciò di cui oggi l‭’‬Europa non ha bisogno vista la fragilissma stabilità macrofinanziaria generale e di alcuni paesi membri‭ ‬in particolare.‭ ‬Inoltre,‭ ‬la ripresa delle esportazioni dell'UE potrebbe essere messa in discussione dal rallentamento dell‭’‬economia Russa,‭ ‬il terzo partner commerciale dell'Unione Europea‭ (‬UE‭)‬,‭ ‬a seguito della crisi in Ucraina.‭ ‬Infine,‭ ‬il‭ ‬crollo dei prezzi del petrolio può portare‭ ‬a‭ ‬conseguenze che vanno ben oltre l‭’‬economia.‭ ‬L‭’‬instabilità politica nel Medio Oriente potrebbe essere acuita da un prolungato periodo di greggio a basso costo.‭ ‬La crisi in Siria e il relativo flusso di‭ ‬rifugiati‭ ‬e‭ ‬migranti verso la Grecia ha già messo in discussione‭ ‬l'unità politica della UE ma potrebbero essere solo l‭’‬inizio della vera crisi.‭
Il basso costo di un importante fattore di produzione come il petrolio può essere una buona notizia per l‭’‬economia Europea ma porta con se un elevato numero di punti interrogativi e scenari non troppo rassicuaranti per la già fragile Unione.‭

 

 

 

 

* Economista presso l’Università di Manchester (GB).

** Economista presso l’Università di Liverpool (GB).