Ultimo Aggiornamento:
28 novembre 2020
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L’ignoranza al potere? Il DEF 2014 e l’accantonamento della ricerca pubblica

Marco Mondini * - 22.04.2014

«Non sono tagli, ma solo accantonamenti». Così disse il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini (in un intervista rilasciata al quotidiano Repubblica). Nelle intenzioni del ministro il termine «accantonamento» dovrebbe suonare più rassicurante. I 200 milioni di euro di «revisione» previsti dal Documento di programmazione economica e finanziaria (art. 50, comma 6 del testo presentato alla stampa)  sul fondo ordinario di finanziamento delle Università statali (30 per l’anno finanziario in corso, 45 a regime per ogni anno fino a fine legislatura) non diventeranno realtà. O, almeno, è questa l’interpretazione più ottimistica. A oggi non è chiaro in effetti quale significato esattamente vada attribuito alle parole: «per ragioni di copertura finanziaria abbiamo dovuto mettere quella voce a bilancio» ma «siamo al lavoro» per trovare il risparmio all’interno del budget ministeriale senza toccare il fondo ordinario. Secondo alcuni dei soggetti interessati, come l’Associazione dei Precari della Ricerca, si tratta di un gioco di parole che nasconde (male) un’amara realtà fin troppo nota: razionalizzazione della spesa pubblica, in Italia, significa fondamentalmente decurtazione degli investimenti su istruzione e ricerca (http://ricercatoriprecari.blogspot.it/ ).  leggi tutto