Ultimo Aggiornamento:
25 novembre 2020
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Argomenti

L’epidemia fra congetture, dati numerici, processi fisiopatologici e spinte "razionali"

Francesco Domenico Capizzi * - 18.03.2020

Molti si stanno chiedendo, e qualche lettore di “Mentepolitica” mi ha interrogato a proposito, se i decessi avvengano “per il virus o con il virus” viste le età avanzate, accompagnate da pluri-morbilità, di larga parte delle persone ricoverate in Reparti di terapia sub-intensiva e intensiva e decedute. Per sciogliere questo dilemma bisogna giustapporre i dati acquisiti ai processi fisiopatologici di base, cioè affacciarsi sulla catena di fenomeni che precedono e dominano ogni patologia d’organo e di organismo, dalle infezioni alle già pandemiche malattie croniche e degenerative.
Cominciamo dai dati statistici disponibili su questa epidemia nazionale. Parlano chiaro: nei due terzi le persone decedute presentano nelle loro anamnesi da 2 a 3 malattie associate (in prevalenza ipertensione arteriosa, diabete, obesità), con età media di 81 anni e con circa 20 anni in più rispetto all’età media delle persone risultate positive al virus. In particolare, i decessi si sono verificati nel 14.1% con età superiori ai 90 anni,  nel 42,4% nella fascia compresa fra gli 80 e gli 89 anni con una lieve prevalenza del sesso maschile, nel 32.4% fra i 70 e i 79 anni, nell’8.4% fra i 60 e i 69 anni, nel 2.8% tra i 50 e i 59 anni (Istituto Superiore di Sanità).

Ai dati numerici accostiamo ora gli aspetti fisiopatologici prodromici di ogni malattia, leggi tutto

Coronavirus: Trump e ultrà tedeschi contro Curavec

Francesco Cannatà - 18.03.2020

I labirinti legati al Coronavirus trovano sviluppi stupefacenti. Per esempio cosa può avere a che fare Hoffenheim, frazione di Sinsheim, una cittadina del Land tedesco del Baden-Württemberg nella Germania sud-occidentale, col contagio che sta lentamente aggrovigliando grandi parti del pianeta in una tela morbosa? Soprattutto cosa c’entra in tutto questo il Turn- und Sportgemeinschaft 1899 Hoffenheim e.V, Associazione ginnico-sportiva 1899 Hoffenheim, squadra di calcio della prima divisione tedesca? Come può un anonimo gruppo sportivo che occupa il nono posto della Bundesliga essere legato ai destini della ricerca medica che potrebbe salvare un gran numero di vite umane? Per capirlo basta un ora di macchina. A 130 chilometri nord-ovest, sempre nel Baden-Württemberg, si trova la città universitaria di Tubinga. Qui opera la Curevac, impresa specializzata in ricerche biotecnologiche. Oltre il fatto di trovarsi entrambe nel Baden-Württemberg, 1899 Hoffenheim e Curevac hanno in comune un nome. Quello di Dietmar Hopp. L’uomo, cofondatore del complesso industriale SAP, multinazionale europea per la produzione di software gestionali, oltre ad essere il presidente dell’Hoffenheim è il mecenate della Curevac. Ora, da qualche tempo, il manager è diventato il bersaglio preferito degli ultras tedeschi. Grazie all’attenzione delle frange estremiste del tifo organizzato, leggi tutto

Occorre rivedere il memorandum Italia-Cina

Francesco Provinciali * - 14.03.2020

In questa fase di estrema criticità mondiale dovuta alla diffusione del coronavirus COVID-19 nella forma della pandemia, tutte le attenzioni sono concentrate sulle misure di prevenzione del contagio, sui provvedimenti per isolare le aree a rischio, sulle cure delle persone affette dalle patologie provocate: questo vuol dire organizzare il triage, attrezzare gli ospedali, assumere tutte le iniziative mirate ad evitare assembramenti di persone, in qualsiasi contesto e forma si realizzino, al fine di impedire che l’espandersi del virus - con un incedere esponenziale e stili di vita che diventano fattori di moltiplicazione – produca effetti catastrofici: per questo, colti di sorpresa da informazioni tardive provenienti dal Paese di origine del virus isolato in laboratorio, i Governi stanno cercando di ottimizzare gli strumenti per affrontare l’espandersi del male attraverso i rispettivi sistemi sanitari nazionali.

L’assenza di un’azione condivisa a livello europeo e mondiale viene compensata dagli indirizzi dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) : ci sono tuttavia  tempi tecnici anche per la scienza, la risposta non è mai sintomatica, le epidemie si diffondono e si allargano anche a motivo dei dubbi che la comunità scientifica internazionale esprime sotto forma di valutazioni d’impatto che finiscono per disorientare la pubblica opinione nell’organizzare in modo sintomatico e consequenziale i leggi tutto

In ordine sparso

Paolo Pombeni - 11.03.2020

Dunque ci stiamo rendendo conto che l’epidemia di Covid-19 è una faccenda più seria della “poco più che banale influenza” a cui si cercò di ridurla all’inizio per evitare panico sociale. Il risultato è che non solo è arrivato il panico sociale (in cui va compresa specularmente anche l’ottusa negazione che ci sia ragione di preoccuparsi), ma si è accentuata la percezione di un paese la cui rete istituzionale ha una capacità di tenuta piuttosto modesta. Sono dati destinati a pesare non solo sui prossimi mesi, ma sui prossimi anni della nostra vicenda politica.

Il groviglio di problemi con cui dobbiamo e dovremo fare i conti è piuttosto impressionante. Prendiamo in considerazione un dualismo banale, ma molto rilevante. Da un lato c’è un tema istituzionale, ed è il riordino necessario del sistema dei poteri ridotto in condizioni pietose dalla rincorsa dietro ai miti della cosiddetta “devolution”. Dal lato opposto c’è il tema culturale, ed è la carenza nel nostro paese di spirito civico in senso “repubblicano” che non si riesce a riattivare perché mancano le figure di riferimento.

Abbiamo evitato per anni di discutere seriamente sul riordino e in parte sul ripensamento del nostro sistema costituzionale. Nel farlo non c’era alcuna mancanza di riguardo verso i padri leggi tutto

Non diventi la "peste nera"

Francesco Domenico Capizzi * - 11.03.2020

“La prevenzione è preferibile alla cura: evitare droghe, eccitazioni e il ridere fino a scoppiare” suggeriva Erasmo da Rotterdam ad un caro amico mentre invitava i regnanti ad impedire “la vendita di vino acido e di pesce putrido”. Raccomandazioni che i medici allora avrebbero potuto impartire, ma vi si astenevano per il timore di minare i sistemi politico-sociali pur essendo “gli uomini più potenti, perché papi e imperatori debbono sottostare ai loro ordini” (R. H. Bainton, “Erasmo della cristianità”, ed. Sansoni 1970).

Nell’attuale emergenza la Medicina parla e la Politica ascolta ed agisce attraverso i poteri del Governo di una Nazione democratica, quale è l’Italia, avvalendosi del parere di una “cabina di regia” e seguendo la "linea della massima precauzione": sospensione in tutto il Paese, come per le zone rosse, di manifestazioni ed eventi "di qualsiasi natura e in qualsiasi luogo", chiusura delle Scuole di ogni ordine e grado, l’invito diffuso a rispettare le raccomandazioni dell'Istituto superiore di Sanità, l’impegno a rafforzare le strutture sanitarie e che “nessun posto di lavoro vada perso”.

Cosa si poteva e si potrebbe fare di più? Purtroppo nulla. Non si possono fermare tutte le attività individuali e comunitarie, compresi i trasporti pubblici. Non si possono ridurre leggi tutto

La Cina è vicina

Francesco Provinciali * - 29.02.2020

Sono passati più di 50 anni dal film di Marco Bellocchio del 1967 – “ La Cina è vicina”: erano i tempi di Mao, del libretto rosso e della contestazione, di acqua ne è passata sotto i ponti ma quel modo di dire ha conservato nel tempo il significato di un incombente mistero. La Cina ha mantenuto le sembianze di un mondo ancora inesplorato e per certi aspetti inaccessibile e lontano, direi da Marco Polo in qua.

Differenze di tradizioni e culture che un volo aereo o la connessione via internet possono malcelare ma non annullare: la storia e la natura sono più forti dell’uomo e dettano sincronie e dissonanze imprevedibili e imperscrutabili  come in una nebulosa inaccessibile ai più. In epoca di crescenti opinioni e di decrescenti certezze antropologiche ed esistenziali il relativismo di un presentismo autoreferenziale (“tutto e subito”), il dilagare delle solitudini  e l’assenza di visioni strategiche rassicuranti ci fanno vivere in una sorta di limbo dell’indeterminato e dell’effimero. Aggrappati ad un filo di speranza, giorno per giorno.

A giugno 2019 i rappresentanti di 130 Paesi aderenti all’Ipbe (la piattaforma intergovernativa  scientifico-politica sulla biodiversità e gli ecosistemi) si sono riuniti presso la sede UNESCO di Parigi per esaminare un Rapporto dell’ONU stilato in 3 leggi tutto

L’incombente pandemia virale non crei un cono d'ombra sulle pandemie già in essere

Francesco Domenico Capizzi * - 19.02.2020

Verso l’uscita dall’aeroporto di Bologna ci si imbatte, da oltre una settimana, in una squadra di sei operatori (sanitari, agenti di polizia, addetti alla sicurezza?) protetti da bianche tute integrali simili a quelle adoperate nel focolaio e nei luoghi delle possibili diffusioni del  SARS-CoV-2,  responsabile della "Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2" così definita dall'International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV) come nel 2003 di fronte al SARS-CoV-1.

Si provvede ad innalzare cordoni e barriere sanitarie, l’apprensione per il rischio di una pandemia si dilata mentre i mezzi di informazione ci aggiornano, minuto per minuto, dall’avvenuto isolamento del virus allo “Spallanzani” di Roma, ai crocieristi bloccati sulle coste giapponesi, al ragazzo italiano trasportato da un aereo militare, nientemeno accolto dal Ministro degli esteri, alla conta di morti, contagiati e guariti nelle mutevoli dislocazioni geografiche insieme alle proiezioni negative sul prodotto interno lordo della Cina e delle ricadute conseguenziali su ogni luogo della Terra. Tutto giusto e lodevole.

Il problema che si vorrebbe qui sollevare consiste nella contraddizione fischiante fra il timore motivato che venga a conformarsi una pandemia virale mentre diverse tipologie di pandemie esistono già,  inveterate e molto gravi quanto neglette: nel corso della vita almeno una persona su leggi tutto

Leggi, fondamentalismi, azioni caritatevoli

Francesco Domenico Capizzi * - 08.01.2020

L’assoluzione di Marco Cappato coincide con una montante epoca politica basata su pure tecnicalità e mere propagande elettorali, una volta marginalizzati progetti complessivi di progresso sociale. Il verdetto cade sonoramente nel pieno delle festività natalizie infrangendo i vetri scintillanti di una cultura pervasa di cristianesimo, ma in una società “fuori dalla cristianità, non più cristiana” come affermato in questi giorni decisamente da papa Francesco.

Il sostegno alla volontà di Fabiano Antoniani aveva attivato l’accusa di istigazione ed aiuto al suicidio in virtù dell’articolo 580 del c.p., nonostante il movente poggiasse soltanto su sentimenti di compassione e la determinazione del medico anestesista si collocasse sul diritto soggettivo e personalistico sancito dall’articolo 13 della Costituzione: “La libertà personale è inviolabile”. La sentenza assolutoria giustifica l’intervento intenzionale e programmato di avere adiuvato la decisione assunta dalla persona in piena coscienza.

Naturalmente le divisioni a proposito non mancano: gli oppositori sostengono che è stata “sancita la morte di Stato” muovendo dall’art. 2 della Costituzione che, sottolineando il valore normativo della persona e del diritto alla vita, leggi tutto

Indigenza, malattia, attesa di vita

Francesco Domenico Capizzi * - 14.12.2019

A parte gli annunci demagogici, povertà e malattia restano tuttora un binomio inscindibile alla cui base vengono erroneamente posti tre elementi: la fatalità, la sventura e la devianza. Vale citare a proposito M. Vovelle in La mentalità rivoluzionaria (Laterza,1981), ed Ernesto Rossi in Abolire la miseria (Laterza, 1945), i quali sostengono che per difendere la salute bisogna combattere la povertà: “la miseria è una malattia infettiva... chi ne è colpito demoralizza tutti coloro con cui si trovano ad essere in contatto”, “l’uguaglianza formale davanti alla legge resta distinta dall’uguaglianza delle prospettive di vita”,

          In sostanza, il tocco regale (M. Bloch, I Re taumaturghi, Einaudi,1989) deve essere sostituito da riforme della società di cui devono farsi carico Politica, Istituzioni, Corpi intermedi e la stessa Medicina espressa dal Corpus medicus e dai Sistemi sanitari che il Comitato per l’abolizione di mendicità e malattie nel 1793 voleva abolire perché di stampo paternalistico ed autoritario nella convinzione che le malattie derivino direttamente dalla indigenza e pertanto destinate a sparire con l’avvento imminente di libertà, ugua­glianza e fraternitàDue anni dopo il Direttorio abrogherà la improvvida norma liquidatoria per permettere a tanti un ricovero e di trovare un giaciglio ed un po’ di cibo. La Medicina sopravviverà nelle leggi tutto

Contratto sociale, salute, bene comune

Francesco Domenico Capizzi * - 04.12.2019

   Con la scelta tecnico-organicistica la Medicina ha maturato una concezione oggettiva della malattia legata alla natura della persona e a suoi misteriosi fattori genetici da scandagliare come il sottosuolo, il mare e lo spazio con metodiche che appartengono a ge­ologi, fisici, astronomi ed astronauti. Uno scientismo a tutto tondo che mette in ombra gli stretti legami fra malattie, culture ed organizzazioni sociali. Disconoscerli equivale a scindere le connessioni esistenti fra aereo, forza gravitazionale, la prima avventura transoceanica e Lindberg; triangolo, dimensione spaziale, metodo pitagorico e il suo fondatore siracusano; pianoforte, pensiero musicale romantico, vita e opera di Chopin…

  Su questa via acritica l’azione medica viene sospesa nel tempo e nello spazio fra tecnologie e tecniche in continua evoluzione, trasformata in strumento che supera lo scopo, esonerata dalla sua missione ippocratica come le disponibilità del cavallo, della carroz­za, dell’automobile e in genere dei mezzi di locomozione esonerano dal camminare e sostanzialmente ne superano la stessa esigenza.

 Queste le fondamentali ragioni dell’ingravescente crisi di un arco storico sorto nel periodo positivista, al quale è legata sal­damente la Medicina, da cui proviene il suo moderno apparato dottrinario che tende a ridurre la malattia a lesione anatomica di quel punto esatto dell’organismo, leggi tutto