Ultimo Aggiornamento:
20 ottobre 2021
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Argomenti

Qualche dato per controbattere le resistenze alla vaccinazione diffusa

Giorgio Provinciali * - 24.07.2021

Doverosamente premesso che -volenti o nolenti- dovremo convivere con questo virus, che sta già diventando endemico, la cosa che possiamo, anzi, dobbiamo fare è renderlo il più innocuo possibile per l’uomo. 

 

L’efficacia del vaccino, in tal senso, è comprovata dal fatto che:

1) riduce del 97,3% le ospedalizzazioni e i casi gravi e 95,8% quelli mortali (dati ISS)

2) riduce dell’88,5% (dati ISS) la probabilità d’infezione e almeno a soltanto un terzo la possibilità d’infettarsi con la variante Delta: giusto ricordare che chi non è infetto non può infettare

3) qualora s’incappasse in quel terzo di probabilità d’infezione, un vaccinato sarebbe vettore di una carica virale incredibilmente più bassa rispetto a un non vaccinato. 

 

Questo si traduce nel fatto che un non vaccinato che entra in contatto con persone immunodepresse (pazienti oncologici, ma anche diabetici, ecc.) di fatto ha un’alta probabilità di condannarle a morte, o comunque alla forma più grave d’infezione, mentre un vaccinato, no. 

Questo deve essere chiaro.

 

Di conseguenza, anche il SSN non andrebbe in collasso per leggi tutto

Elogio del silenzio nei frastuoni della pandemia

Raffaella Gherardi * - 21.07.2021

Dallo scorso anno, e nella fattispecie da quando è esplosa la pandemia covid 19, ben pochi mostrano di aver fatto tesoro del celebre aforisma di Oscar Wilde secondo il quale “a volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”. Così nell’era dei virologi molti  abituali frequentatori dei vari salotti televisivi si sono trasformati in esperti pronti a dare ricette sicure di fronte a un virus largamente ignoto agli stessi scienziati, così come tanti politici non hanno avuto il men che minimo dubbio a cavalcare facili risposte, quelle che il loro pubblico voleva sentirsi dire, magari riservandosi poi di smentirle nei fatti in tutto o in parte di lì a poco, quando il percorso della pandemia imboccava vie molto lontane da quelle che essi avevano preconizzato. Qualcuno ha per caso sentito qualche politico di casa nostra chiedere scusa dei propri errori anche relativamente a errate misure invocate e a dubbi comportamenti da essi stessi messi in atto sulla scena pubblica in spregio a ogni precauzione idonea a contenere la diffusione del virus? Meno che mai, naturalmente!!! La vera forza della politica, quella che non teme di riconoscere pubblicamente anche i propri eventuali errori, poteva semmai manifestarsi in altri leggi tutto

Scuola: la riapertura di settembre tra variante Delta, problema degli organici, fallimento della Dad e dei progettifici

Francesco Provinciali * - 17.07.2021

La riapertura dell’anno scolastico dopo la pausa estiva è sempre stato un momento di particolari criticità.

Quella che ci attende il prossimo settembre lo sarà ancor di più, nubi dense e minacciose si addensano sopra il cielo della scuola.  Il regolare funzionamento delle lezioni è fino ad ora andato in tilt a causa degli effetti dalla pandemia: leggendo la circolare del Dipartimento Prevenzione del Ministero della Salute prot. 5032/COV19 del 9 luglio u.s. avente oggetto “Allerta internazionale variante Delta: incremento dei casi Covid 19 in diversi Paesi europei” si ha il sentore di un pericolo incombente, di cui il mondo scientifico e i decisori politici sono al corrente e rispetto a cui si avverte la necessità di porre mano con decisioni condivise, serie, tempestive ed efficaci. Il virus non è sconfitto e neanche scomparso, ha una dimensione planetaria  ed ogni focolaio rischia di avere effetti pervasivi, in particolare proprio per la rapidità del passaggio di contagio della variante Delta, stimato in Australia tra i 5 e i 10 secondi, sul presupposto di una semplice compresenza fisica di due o più persone: inevitabilmente il pensiero corre agli stadi fino a pochi giorni fa stracolmi di persone senza mascherine e senza controlli preventivi di tamponi rapidi oltre che di leggi tutto

Novelli eccessi antichi discernimenti

Francesco Domenico Capizzi * - 14.07.2021

” Gli eccessi nel consumo di alcool sono fra le principali cause di malattia, disabilità e morte prematura in Europa, al primo posto nel Mondo. Si registrano soprattutto sulle persone in età lavorativa e produttiva, un fattore importante che ostacola lo sviluppo socio-economico e determina notevoli oneri per la società” (OMS, 2020). La situazione generale può definirsi, a ragione, drammatica (World Health Organization, 2016-2021; OMS, 2016-2021; International Agency for Research on Cancer, 2018-2021; Osservatorio Nazionale Alcol, ISS, 2020-2021)

-        l’alcool si colloca tra le sostanze psicoattive più utilizzate in Europa e il suo consumo è considerato il quinto fattore di rischio all’origine di malattie gravi;

-        per l’Italia basterà rilevare che il consumo di alcool puro pro-capite ammonta ad oltre 7 litri/anno: il vino normalmente contiene dal 10 al 14% di alcool;

-        in Italia 10 milioni di persone rischiano la cirrosi epatica e la sua trasformazione dalla forma sub-clinica alla conclamata;

-        nonostante i 25 miliardi di euro/anno spesi in Italia per gestire le conseguenze degli eccessivi consumi di alcoolici, gli abusi rappresentano la causa principale di morte e disabilità tra i giovani, oltre ad un aumentato rischio di declino cognitivo prima dei 65 anni e di decessi alcool-connessi di 75.000 persone/anno;

-        sul piano epidemiologico è noto, fra alcuni addetti e non certo alla cittadinanza, che il consumo leggi tutto

Setter Gordon e Dna

Francesco Domenico Capizzi * - 30.06.2021

Trascorso oltre un secolo da quando il fumo di tabacco era riservato alle classi ambienti, come i magnifici setter gordon agli aristocratici, segni distintivi di un potere visibile, e constatato, come sostenuto da qualche intellettuale, che il fil di fumo non giova alla capacità di concentrazione, all’intelligenza e alla creatività, ma induce a degenerazioni tissutali, malattie, invalidità e ad una minore attesa di vita (Science, II, 1938), sarebbe doveroso per cittadini, società e Istituzioni politiche e sanitarie chiedersi se finalmente non sia, davvero, giunto il momento di adottare quelle misure, non coercitive ma informative ed organizzative, che possano indurre alla rinuncia alla cerimonia del fumo, già segno inconfondibile di spigliatezza, virilità, fascino, modernità e successo in ogni campo.

Ignorare i dati clinico-statistici della sottostante tabella riassuntiva, molto circoncisa, non commentata e minimale per i dati elencati,  e non portarli a conoscenza di tutti i cittadini, induce a deformazioni del significato del bene comune, al tradimento dell’articolo 32 della nostra Costituzione, a considerazioni erronee circa l’addebitare l’incremento esponenziale dei tumori ai soli devastanti inquinamenti ambientali e indulgere, anche inopinatamente da parte di medici, su modiche quantità di tabacco consumato. Infatti: “la rottura del DNA e l’innesto del processo tumorale, per doppie sfilacciature che leggi tutto

L'homme machine

Francesco Domenico Capizzi * - 23.06.2021

“Fattori che favoriscono l’insorgere di malattie: l’indigenza, la solitudine, la marginalità sociale e la precarietà lavorativa, l’insufficiente scolarità…evitabili l’80% delle malattie”: è quanto affermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel lontano 2006. Da allora poco o nulla è cambiato, ma, in compenso, fra le nostre popolazioni circola indisturbata l’idea che i processi patologici individuali e di comunità possano essere domati da farmaci e tecnologie sofisticate e robotizzate.

Risale a pochi giorni (l’8 giugno scorso) la notizia, riassunta in  vistosi titoli, su grandi giornali e mezzi d’informazione pubblici e privati, di un “intervento chirurgico record…una prima mondiale senza precedenti…un team di urologi e cardiochirurghi ha rimosso un tumore al rene, esteso fino al cuore e lungo oltre 20 centimetri, su una paziente di 83 anni, cardiopatica, attraverso una chirurgia senza cicatrici, cioè senza aprire addome e torace…il tutto grazie all'uso combinato di un robot e di una cannula aspira-tumore inserita da una vena del collo... si tratta della prima volta al Mondo che si tenta un intervento del genere, come ha precisato la stessa azienda ospedaliera in un comunicato diffuso online (https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2021/06/08/intervento-record-tumore-rened).

Un comunicato, a parte i discutibili presupposti scientifici e pertinenze di principio, che decanta i progressi come una marcia progressiva leggi tutto

David Quammen: perché non eravamo pronti

Francesco Provinciali * - 19.06.2021

David Quammen, l’autore di Spillover, il celeberrimo libro sull’origine della pandemia Covid 19, pubblicato negli USA nel 2012 nell’indifferenza generale e poi riscoperto e diventato il testo di riferimento per studiare le evidenze scientifiche del terribile “virus zoonotico”, ha completato il suo già documentato lavoro di ricerca con una pubblicazione recente, un volumetto di poche pagine edito dalla Adelphi (la stessa casa editrice di Spillover). Si intitola: “Perché non eravamo pronti”, che poi è la stessa locuzione usata dal sagace Prof. Arnaldo Benini, Emerito all’Università di Zurigo, come affermazione, a spiegare che  l’eziopatogenesi del Coronavirus è un pull di fattori convergenti e concomitanti, alla cui base stanno i comportamenti umani degli ultimi decenni, talmente inconsapevoli sulle conseguenze di certe azioni da diventare scellerati e nemici della natura, dell’equilibrio ecosistemico e della compatibilità ambientale di ciò che con troppa disinvoltura chiamiamo “progresso”. Spiegando di aver sentito parlare per la prima volta di SARS (severe acute respiratory syndrome) nel 2006 dal medico Alì Khan del National Center for Zoonotic Vector Borne and Enteric Discases (NCZVED), su casi verificatisi già nel 2003 nella Cina meridionale contagiando 8000 persone (di cui una su dieci era morta), Quammen la definisce “il proiettile che aveva sfiorato sibilando l’orecchio dell’umanità”, ma all’epoca non era leggi tutto

L'iceberg

Francesco Domenico Capizzi * - 12.06.2021

Nell’impegno politico-istituzionale e mediatico il monopolio acquisito dalla pandemia virale, con connesse logistiche vaccinali e a fronte di avversioni e di effetti collaterali indesiderati, espone a rischi simmetrici e maggiori: l’oblio, forse inconsapevole, delle forme cliniche di pandemie non virali ancor più estese e gravi che da molti decenni attanagliano sempre più da vicino ogni popolazione, nessuna esclusa.

La battaglia contro il Covid, con i suoi effetti devastanti, non deve liberare alcuna Istituzione pubblica e privata dal senso di responsabilità, nell’emergenza virale sopita, verso le galoppanti malattie cronico-degenerative e neoplastiche, anzi dovrebbe risvegliarla per la loro azione dimostratasi fortemente aggravante sul decorso clinico della malattia da Covid -19 con esiti infausti fino al 50% dei casi (ISTAT, ISS 2021).

È del tutto corretto porre l’obbiettivo prioritario di vaccinare in fretta tutta la popolazione, oggi come nel futuro, ma quest’obbiettivo non deve disgiungersi da strategie socio-sanitarie e sociali rivolte all’abbattimento preventivo primario delle malattie cronico-degenerative e neoplastiche che, trascorsa l’emergenza attuale, continueranno a gravare sulla normale attività clinica in misura del 75-80% mentre riempiono Trattati medico-chirurgici e Attività accademiche.

La loro definizione biologica si fonda su differenziazioni cellulari, in larga parte d’origine ambientale e legate a stili di vita, che conducono ad evoluzioni cliniche ed esiti leggi tutto

Pietre false e frammenti di vetro

Francesco Domenico Capizzi * - 26.05.2021

Trascorreranno numerosi secoli – fino al 1789 in Francia, al 1861 in Russia – prima che una campana, ben grande e dal rintocco grave come quella dell’Arengo  del Palazzo del podestà in piazza Maggiore a Bologna nell’agosto 1256, annunciasse la fine della “servitù della gleba” e, dunque, la restituzione della libertà, perduta da secoli, a 5.855 esseri umani destinati a rimanere, compresa la loro discendenza, nella condizione di autentica proprietà privata delle 400 abbienti famiglie bolognesi, alla medesima stregua di una proprietà terriera, come gli arbusti e gli impianti agricoli con annessi vari, bestiami cortilivi e armenti inclusi. L’onere del riscatto fu sostenuto dalle casse pubbliche del Libero Comune in ragione di 8 lire per ogni bambino e 10 lire per i maggiori di 14 anni (A. Antonelli, Il Liber Paradisus, Marsilio 2008). 

La promulgazione del Liber Paradisus, che racchiude quell’evento liberale e insieme di giustizia sociale, marcò la fine anticipata, rispetto alla lentezza dei secoli, della condizione di schiavitù fino a promuovere difficili e contrastati processi di emancipazione delle classi subalterne e delle donne e dei bambini,  conquiste di Diritti civili fino alla più recente costruzione di un poderoso Stato sociale frutto di un’evoluzione culturale che conduce” alla dialettica dell’Illuminismo, al contrasto fra la libertà e le libertà, fra l’uguaglianza leggi tutto

Pandemia-politica-istituzioni: un trinomio inscindibile

Francesco Domenico Capizzi * - 15.05.2021

Come ciclicamente avvenuto per situazioni catastrofiche dentro le quali l’umanità intera è precipitata, l’attuale pandemia virale rende centrali e decisive le Istituzioni e la Politica favorendo la composizione di un trinomio dai fatti reso inscindibile: Pandemia-Politica-Istituzioni. L’emergenza sanitaria, socio-sanitaria e sociale, piombata a ciel sereno sulla cittadinanza incredula, inerme e provata dalla preesistente irrisolta crisi economica, interroga pressantemente le rappresentanze elettive per ottenere risposte concrete orientate su nuove linee di progresso e sviluppo.

Dall’Esecutivo al Parlamento e ai rapporti Stato-Regioni, da Istituzioni europee ed Organizzazione Mondiale della Sanità alle filiere farmaceutiche, dai contratti per le forniture ai criteri di distribuzione dei vaccini, dall’efficienza delle Istituzioni sanitarie ai livelli essenziali di assistenza e cura, dalle attività  produttive e lavorative alla quantità e qualità dei consumi, dai rapporti sociali a qualità e scelte di vita possibili, individuali e collettive…tutto e davvero tutto traballa a causa di molteplici ed intrigate problematiche emerse, mai radicalmente affrontate e risolte, che si innalzano ben visibili davanti a tutti intrecciandosi alle pressanti richieste di salute di una cittadinanza atterrita e convinta (forse) che “nulla potrà tornare come prima…”. Ma si è davvero sicuri che si voglia e si possa giungere a cambiamenti radicali e tanto epocali da impattare

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