Ultimo Aggiornamento:
28 gennaio 2023
Iscriviti al nostro Feed RSS

Argomenti

Parlando di Vialli ed altri, verso la proposizione di algoritmi

Francesco Domenico Capizzi * - 21.01.2023

Come capita di solito per eventi avversi inattesi, e soprattutto luttuosi, ci si rammarica, se ne discute, poi tutto sparisce nel profondo scatolone del dimenticatoio personale e collettivo. Si è parlato di Vialli, come in precedenza della Melato, di Pavarotti, Sacchetti, cinquant’anni or sono della Magnani…e poi avanti come prima, con le abitudini quotidiane di sempre.

A prevalere la fatalità, come per gli sconvolgimenti tellurici. Semmai, gli aneddoti e le incertezze vengono mitigate dalle speranze giustamente riposte nella ricerca scientifica e nella tecnologia, ma marginalizzando, involontariamente, i fattori patogeni che continuano a radicarsi ed agire in ogni piega della società: modi di organizzarsi, produrre e consumare, squilibri ambientali e sociali crescenti nella vita quotidiana.

Orientamenti condivisi davanti alla “malattia per eccellenza”, la neoplasia: dall’esaltazione della tecnologia elevata a criterio assoluto all’oscuramento delle elementari conoscenze patogenetiche nella convinzione che la salute dell’organismo - un insieme di organi, apparati e funzioni - si difenda pur trascurando le proprie condizioni di vita quotidiana che, 

in realtà, costituiscono larga parte del terreno di cultura su cui allignano le neoplasie.

A corroborare questa visione le notizie del giorno che prospettano “controllabili meccanismi molecolari dei tumori… farmaci inibitori di metastasi… vaccini…killer di cellule neoplastiche…azioni risolutive di leggi tutto

Obblighi e divieti anti-Covid non meritano una Commissione parlamentare d’inchiesta

Francesco Domenico Capizzi * - 07.01.2023

Le aspre critiche agli obblighi anti-Covid, da membri dell’attuale Governo definite “illiberali” e meritevoli di una Commissione parlamentare d’inchiesta, dovrebbero essere precedute dalla considerazione che obblighi e divieti contribuiscono ordinariamente a regolare la vita quotidiana: dagli obblighi scolastici alle vaccinazioni nell’infanzia, dal divieto di fumare nei luoghi pubblici alle norme per la sicurezza sul lavoro, dall’obbligo di utilizzare casco e cinture di sicurezza alle limitazioni nella balneazione, ecc. senza citare i limiti imposti dal Codice della strada, dai regolamenti comunali, ecc….

La Costituzione garantisce libertà di pensiero, di coscienza, d’espressione, di informazione, rispetto della vita privata. Il Diritto alla salute è sancito dall’articolo 32, non per caso definito “fondamentale”, unico Diritto che si avvale di un aggettivo tanto qualificato, da cui discendono conseguenze politico-socio-sanitarie contenute nella chiosa finale: “diritto dell'individuo e interesse della collettività”. Un binomio inscindibile confermato dal secondo comma: “nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge…”, appunto, nell’interesse della collettività.

Ebbene, l’adozione di provvedimenti urgenti anti-Covid furono giustificati, sul piano epidemiologico e socio-sanitario, per difendere l’integrità individuale e dell’intera collettività nel rispetto della persona umana e in nome del Bene comune, la cui espressione, sebbene mai menzionata, informa l’intera Costituzione leggi tutto

Tutelare la salute di fumatori e non fumatori

Francesco Domenico Capizzi * - 07.12.2022

Nonostante il divieto di fumo nei locali pubblici (Legge Sirchia 2003, in vigore dal 2005), compresi luoghi di lavoro privati, esercizi commerciali e di ristorazione, centri ricreativi e di aggregazione sociale, per “tutelare la salute dei non fumatori” (art. 3), nonostante il divieto raggiunga il 73% dei casi (PASSI 2019) e, in aggiunta, sia stata recepita la Direttiva europea che vieta il fumo in automobile in presenza di bambini e donne in  gravidanza e disponga l’apposizione di immagini e scritte sui pacchetti e le richieste d’aiuto al Telefono Verde-Fumo siano aumentate di 6-7 volte, in Italia risultano oltre 42mila casi/anno di tumori polmonari (10%  di tutti i tumori, III neoplasia per frequenza) con oltre 35 mila decessi che costituiscono il 20% per neoplasie in generale.

In Europa vengono diagnosticati oltre 500 mila nuovi tumori polmonari/anno con oltre 400 mila decessi, nel Mondo 2.5 milioni di casi/anno con circa 2 milioni di decessi (OMS 2021). Di questi circa il 60% riguarda persone in età compresa fra 55 e 75 anni che fumano un pacchetto di sigarette al giorno da più di 30 anni oppure che hanno smesso da meno di 15 anni). Si stima che i fumatori nel Mondo ammontino ad almeno 1,3 miliardi, la maggior parte dei quali residenti in Paesi a basso reddito o in via di sviluppo e

  leggi tutto

Se c’è il Covid lo decide la politica

Francesco Provinciali * - 03.12.2022

Dopo 2 anni, 9 mesi e 7 giorni dal primo caso ufficiale in Italia ho capito che il Covid c’è o non c’è a seconda di cosa decide la politica.

David Quammen molti anni fa aveva previsto la pandemia con esaurienti spiegazioni nel celeberrimo libro Spillover ma era stato giudicato un visionario da pubblicistica divulgativa. Ritornando sul tema nel volumetto “Perché non eravamo pronti” (dove teorizzava tra l’altro che l’eziopatogenesi derivasse dal pangolino prima che dal pipistrello), aveva scolpito nell’ultima pagina questo monito inascoltato: “Occorre risolvere il problema alle origini, sono necessarie altre ricerche sul campo, altre campionature di animali selvatici, altri esami sui genomi. Una maggiore consapevolezza del fatto che le infezioni animali possono diventare infezioni umane, perché gli esseri umani sono animali. Viviamo in un mondo di virus e a malapena abbiamo iniziato a comprendere questo”. Dal canto suo il biologo Edward Osborne Wilson, una vita a sussurrare alle formiche, aveva fatto due conti sulla sostenibilità della presenza umana sul Pianeta concludendo come dettagliatamente riferitomi in una intervista dal Prof Arnaldo Benini, Emerito a Zurigo, che...”una volta superati i 6 miliardi di persone l’umanità è prossima all’incompatibilità con l’ambiente. La popolazione è di 7 miliardi e mezzo e cresce di 70 e più milioni l’anno. leggi tutto

Destra e sinistra di fronte al problema della pandemia **

Francesca Rigotti * - 19.11.2022

“Sono nato in una famiglia, la sinistra – diceva di sé lo scrittore francese premio Nobel Albert Camus - nella quale morirò”. Ho sempre pensato di me la stessa cosa, convinta che la partizione destra-sinistra abbia ancora senso, anche se molti lo negano. In particolare essere di sinistra significa stare dalla parte degli sfruttati e degli svantaggiati e battersi per la giustizia sociale e economica, nel rispetto, ritengo, dei valori di libertà e eguaglianza nonché dei diritti umani, umani, dell’umanità intera, non soltanto dei cittadini di uno stato nazionale.

Ultimamente però questa visione, chiamatela utopia, sogno o ideologia, se preferite, è offuscata da pesanti accuse sorte dalla crisi pandemica e dalle opinioni e dai comportamenti che ne sono sorti. È dunque nata e si va diffondendo una vulgata che sostiene che essere critici delle misure antipandemiche equivale a essere no-vax, negazionisti, terrapiattisti etc., comunque “di destra”, parificati a quei personaggi mascherati da bisonti che assaltarono il Campidoglio a Washington nel gennaio del 2021, o anche a Trump e a Bolsonaro (sic). Chiunque si ribelli a imposizioni paternaliste che non tengono conto dei criteri di adeguatezza, proporzionalità e necessità, sarebbe “di destra”. Anch’io? Il problema è che la vulgata non tiene nessun conto delle profonde differenze tra

  leggi tutto

Obesità, stigma sociale?

Francesco Domenico Capizzi * - 12.10.2022

Cultori della materia e Associazioni volontarie, giustamente, continuano a ribadire che “l’obesità non è una colpa individuale, ma una malattia e come tale deve essere trattata e curata… troppo spesso viene ancora considerata come responsabilità personale, una scelta di stile di vita dovuta a una scarsa auto-disciplina…lo stigma sociale che ne deriva sfocia in tutti gli ambiti della vita…il non riconoscerne un percorso clinico-terapeutico-assistenziale specifico è una forma di discriminazione…” (Associazione Obesi, Società dell’obesità).

Intanto di recente la Camera dei deputati ha riconosciuto nell’obesità una malattia cronica per garantire alla persona obesa il “pieno accesso alle cure e ai trattamenti farmacologici”.

Infatti, l’obesità è una malattia che riguarda oltre 5 milioni di cittadini italiani, è causa di morte in almeno 57.000 per anno, possiede la capacità di espandere la sua capacità patogena sugli apparati cardiovascolare, digerente, respiratorio e osteo-articolare essendo causa di quasi il 50% dei casi di diabete di tipo 2 (non-insulinodipendente) e steatosi epatica, il 25% di cardiopatie e pneumopatie,  il 30% di osteo-artropatie e costituisce un importante fattore favorente su molti tumori solidi. (Società Italiana dell’Obesità, ISTAT).

Da parte delle Aziende farmacologiche e tecnologiche non mancano “le ricerche per sviluppare nuovi farmaci e terapie innovative per giungere a trattamenti adeguati dell’obesità” (Obesity policy engagement network). leggi tutto

Cosa sono le “Sindromi funzionali”, come si combattono?

Francesco Domenico Capizzi * - 01.10.2022

In ogni ambito sociale e professionale l’abitudine a ricondurre sintomi vari e mutabili ad una specifica malattia organica rischia di creare vasti coni d’ombra sulle sindromi funzionali inorganichele cui origini non risiedono in lesioni e malfunzionamenti di organi ed apparati. In queste sindromi, a differenza delle malattie (organiche), si manifestano sintomi e condizioni di malessere, anche gravi, niente affatto sostenute da cause fisiopatologiche e dunque da malattie di organi ed apparati.

Un caso esemplare: se una persona accusa difficoltà significative e reiterate durante gli atti della deglutizione (disfagia), ma se risultano nella norma, in primis, l’esame clinico, e poi, se ritenute indispensabili, le indagini endoscopiche e funzionali esofagee (manometria esofagea), si potrà escluderla dalle varianti anatomo-patologiche dell’acalasia esofagea (difetto della motilità esofagea e spasmo permanente dello sfintere esofageo inferiore) suscettibile di risoluzione chirurgica mininvasiva.

Questa persona sofferente, ma indenne dalla malattia organica andrebbe ad aggiungersi alla quota rilevante (6-10%) di popolazione con sindromi funzionali inorganiche che si rivolge al medico di Medicina generale e allo specialista, ai quali spetta il corretto inquadramento nosologico della situazione di angustia, evitando, se clinicamente opportuno, che la diagnosi si fondi soltanto leggi tutto

Prevenzione primaria e secondaria: “fondamentale investimento sociale…valore etico e morale”

Francesco Domenico Capizzi * - 24.09.2022

In Italia le neoplasie costituiscono la principale causa di morte nel 35% del genere maschile e la seconda causa nel 25% del femminile, un uomo ogni due e oltre una donna ogni tre nel corso della propria vita vanno incontro a rischi significativi di sviluppare un tumoreConsiderando soltanto il genere, nelle donne viene rilevata una maggiore frequenza di decessi per malattie cardio-vascolari, demenze e malattia di Alzheimer, mentre negli uomini prevalgono le neoplasie di trachea, bronchi e polmoni e malattie croniche delle basse vie respiratorie (AIRTUM, ISTAT 2021).

Circa un terzo dell’intera popolazione italiana accusa almeno una delle malattie cronico-degenerative: diabete, ipertensione, cirrosi, obesità, bronco-pneumopatie, osteoporosi, artrosi-artrite, cardio-vasculopatie, alterazioni funzionali e infiammatorie intestinali, nefropatie, disturbi neurogeni, psicosi, sindromi allergiche, connettiviti, reumatismi, ecc. Negli ultra-sessantacinquenni queste sussistono in ragione di ben oltre il 50% e assommano ad almeno due (ISTAT 2021).

Il “problema” che qui si pone è anche di natura “quantitativa”: gli ultra-sessantacinquenni costituiscono già più di un quinto dell’intera popolazione e il loro numero è in una crescita tale da poter sopravanzare il quarto entro tre decenni a fronte del combinato: leggi tutto

La Salute come “pieno benessere…importante investimento sociale…valore etico e morale”

Francesco Domenico Capizzi * - 02.07.2022

Le grandi classi di malattie cronico-degenerative richiedono iter diagnostici e terapeutici continui, complessi e costosi per lunghi periodi, in larga parte per tutta la vita.

Circa un terzo della popolazione italiana accusa almeno una delle malattie cronico-degenerative, negli ultra-sessantacinquenni queste assommano a due ed oltre: diabete, ipertensione, cirrosi, obesità, broncopneumopatie, osteoporosi, artrosi-artrite, cardiopatie, vasculopatie, allergie, alterazioni funzionali e infiammatorie intestinali, nefropatie, disturbi neurogeni, psicosi, ecc.

Lo sviluppo raggiunto dalla Medicina può garantirne un certo controllo che si traduce in una maggiore attesa di vita, ma non sempre in uno stato di benessere.

Gli ultrasessantacinquenni costituiscono oltre un quinto dell’intera popolazione, il loro numero è in aumento tale da prevedibilmente occuparne oltre un quarto fra circa tre-quattro decenni, a fronte di neonati in forte costante diminuzione fino a raggiungere il numero di 3-4 per mille abitanti. Si prevede che nel 2065 l’incidenza della popolazione anziana sarà raddoppiata rispetto all’attuale (ISTAT 2021).

Anche le previsioni dell'Unione europea risultano simili: entro il 2050 nell’eurozona il numero di persone con più di 65 anni crescerà del 70% e la fascia degli ultraottantenni del 170% con riflessi significativi di sovraccarico sull’insieme dei percorsi diagnostico-terapeutici e riabilitativi.

Di fronte a questa situazione, attuale e futura, la Strategia europea contro le malattie cronico-degenerative propone un leggi tutto

La pandemia tabagica causa malattie e stragi evitabili

Francesco Domenico Capizzi * - 04.06.2022

Accantonata l’idea, dimostratasi balzana, che il fumo di tabacco possegga il potere di incrementare le capacità intellettive e di suggerire all’osservatore un segno distintivo personale, in mezzo alla crescente emersione delle indistinte masse popolari, è residuata la pretesa aurea di emancipazione e convivialità insita nella cerimonia del fumo.

Trascorsi molti decenni dal 1938, allorché la già prestigiosa Rivista scientifica Science denunciò le conseguenze patogene derivanti dal tabagismo, in termini di degenerazioni tissutali, malattie, invalidità e significativa minore attesa di vita, nulla di serio è stato ideato e realizzato per combattere la pandemia tabagica da cui derivano stragi annuali in tutti i Paesi dell’intero globo per malattie evitabili cronico-degenerative. Di fatto il tabagismo conduce direttamente o favorisce, soprattutto nei Paesi industrializzati (in Italia provoca 90-93.000 e oltre decessi per anno), a tumori (30-95% a seconda delle localizzazioni), arteriopatie (90%), enfisemi polmonari (80%), infarti cardiaci (4/5), ictus cerebrali (80%), cataratte (70%), sordità (20%), e sostanzialmente contribuisce plasticamente alla stesura di ogni indice di Trattati di Patologia medica e chirurgica (OMS 2020, ISTAT 2021).

La linea di confine socio-sanitaria, in realtà, si colloca fra chi fuma, sigarette e affini, prima ancora delle quantità e delle modalità, e chi non fuma e non sia soggetto a fumo di seconda mano (fumo passivo) o a fumo di terza

  leggi tutto