Ultimo Aggiornamento:
01 dicembre 2021
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Argomenti

Il gallo, Asclepio, Ippocrate

Francesco Domenico Capizzi * - 01.12.2021

Il Tempo costituisce uno dei pilatri su cui poggia la Medicina, intesa come Scienza, prima e più, che come arte alla quale Socrate in punto di morte raccomanda di regalare “un gallo…dateglielo, non ve ne dimenticate” (Platone, Fedone 399 a.c.)Che venga sacrificato ad Asclepio! Dio propiziatore di guarigioni. Il Tempo contraddice gli esiti miracolosi perché, permeante, comporta attesa, studio, ricerca, riflessione, pazienza, responsabilità, azione, spazio, impegno, fatica, sofferenza, strategia, tattica, immersione nell’Epoca in cui esso scorre e si colloca.

L’epoca è quella della nostra Costituzione e del Servizio sanitario nazionale universalistico, finalmente accantonate le idee de “l’homme machine” e del lombrosianesimo de “le prostitute che possiedono la prensilità dei piedi delle scimmie” e dei “delinquenti che non hanno la capacità di arrossire…”. In definitiva, il tempo e l’epoca sconfessano atavismi, corrispondenze antropometriche, stigmate genetiche e deviazioni sociali di ascendenza positivista che hanno sorretto, con efficacia e vasti consensi, l’idea di malattia legata alla natura della persona e a misteriosi fattori genetici tali da potere affermare che “si nasce con la cartella clinica già scritta”.

Principi contraddetti da ricerche epigenetiche ed epidemiologiche che escludono, per larga parte delle grandi classi di malattie, processi fisiopatologici estranei a condizionamenti leggi tutto

Stato d'emergenza e lavoratori fragili: decidere prima, non dopo

Francesco Provinciali * - 27.11.2021

Di tutti i provvedimenti assunti dal Consiglio dei Ministri del 24 novembre e illustrati nella Conferenza stampa dal Presidente Draghi e dai Ministri Gelmini e Speranza è stato dato ampio resoconto da giornali e TV. Forse l’informazione poteva essere più accurata e chiara, soprattutto comprensibile: scienza e politica nei due anni della pandemia raramente hanno trovato una sintesi unificante che permettesse di parlare come si mangia. Sui modi e sui tempi delle comunicazioni e delle informazioni (due parole che non hanno lo stesso significato) ci sono sempre state ulteriorità e cascami da puntualizzare. Già ai tempi dei DPCM di Conte tutto era estremamente burocratizzato, contorto, parcellizzato ma non sempre comprensibile. Anche adesso parlare di green pass base e super green pass assomiglia più ad un linguaggio commerciale, ad una distinzione lessicale variamente interpretabile e cangiante che ad un profilo certo di tipo medico- normativo-prescrittivo-istituzionale. Sempre troppi distinguo, rimandi, particolarità di situazioni specifiche che- per quanto tentino di abbracciare la molteplicità dei comportamenti da regolamentare- non completano e non saturano la totalità delle situazioni e delle evenienze. C’è sempre un punto che rimane non definito, una prassi che ammette deroghe, si promettono sanzioni in caso di irregolarità accertate ma l’impressione è che prepotenti, leggi tutto

La pandemia dei non vaccinati

Francesco Domenico Capizzi * - 10.11.2021

Green-pass e no-vax sono divenuti una questione di natura politica? Certamente, e lo sono la pandemia in corso e le pandemie in genere, come larga parte delle malattie che conosciamo, riconducibili a scelte politiche e, di conseguenza, a simmetriche conseguenze socio-economico-organizzative e culturali su cui le comunità nazionali e internazionali si reggono. L’epidemia “spagnola” seguì la prima guerra mondiale, sifilide, tubercolosi e poliomielite furono favorite dalla seconda guerra mondiale, la “asiatica”  si rinfocolò per l’imprudente impennata degli scambi commerciali e turistici internazionali, la “aviaria”, la Sars1 e la  Sars2-Covid19 hanno visto, quali fattori determinanti, l’ ulteriore incremento dei flussi migratori quotidiani, quando bisognava subito limitarli, e soprattutto la desolante deforestazione che ha costretto gli animali selvatici, ospiti naturali di milioni di virus, a fuggire dai loro abituali rifugi e mescolarsi con gli animali “domestici”, complice l’inquinamento atmosferico divenuto eccellente terreno di cultura per la crescita e la diffusione virale. Dunque, nessuna meraviglia per la politicizzazione oppositiva in corso verso il passaporto verde e la vaccinazione.

Il problema sorge quando il dissenso, garantito dalla Carta costituzionale, a parte le forme facinorose e violente sempre deprecabili, è basato su informazioni errate che negano la ricerca scientifica tout-court e ne distorcono le risultanze spargendo leggi tutto

L'incantamento tecnologico in chirurgia

Francesco Domenico Capizzi * - 03.11.2021

Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io fossimo presi per incantamento e messi in un vasel, ch’ad ogni vento per mare andasse al voler vostro e mio…  Il Vorrei e l’incantamento di Dante, più che l’amarcord felliniano, sorreggono la ricorrenza dei “30 anni +1 di laparoscopia” che un recente Congresso ha convocato a Napoli chirurghi italiani e d’oltre alpi per una riflessione sull’esperienza tecnologico-mininvasiva che ha conferito all’azione chirurgica un dolce stil nuovo. Un cambiamento epocale tale da accostare la strumentazione dei precedenti chirurghi ai cerusici-barbieri, e ai fisiatri dell’epoca galenica, e da rendere gentile la  frazione estremadella Medicina, la Chirurgia moderna sorta dopo l’invenzione di acciaio, asepsi, anestesia: una sorta di artiglieria con teatri e campi operatori, carte topografiche, manovre e percorsi, ponti, accessi e ispezioni, esplorazioni e mobilizzazioni e strategie, tattiche, demolizioni e ricostruzioni, addestramenti, vittorie e sconfitte... Alla base l’idea tecnico-organicistico-positivista che il progresso scientifico-tecnologico, generato finalmente dalla raggiunta egemonia della ragione, garantisse un futuro luminoso e risolutivo per tutti e in ogni ambito delle attività umane.

La via d’accesso video-laparoscopica, mediata da una crescente tecnologia altamente sofisticata, conferisce agli atti operatori un vistoso minor grado di invasione e trauma verso organi e tessuti leggi tutto

Care amiche e cari amici no-vax e no-greenpass

Francesco Domenico Capizzi * - 30.10.2021

Intento di questa lettera è illustrare e commentare i dati diffusi da Istat, Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute e bibliografia medica rivolgendovi sommessamente l’invito a ponderare quanto sotto riportato con l’auspicio che sia possibile discuterne insieme sottraendo ogni pregiudizio, positivo o negativo, verso dati ufficiali e azioni mediche compiute finora:

-        sono stati accertati nel Mondo oltre 4 milioni di decessi per infezione da Covid.  La cifra potrebbe essere molto più alta nei Paesi che non dispongono di un Servizio Sanitario Nazionale universalistico; 

-        La variante Delta si è diffusa anche se il numero dei vaccinati ha superato il miliardo, ma con un coefficiente di 1:8 inaccettabile rispetto all’intera popolazione mondiale. Soltanto il 4% degli africani, ad esempio, ha ricevuto la prima dose di vaccino e questo fatto potrebbe comportare la perpetuazione della pandemia, con rischi per l’intero genere umano soprattutto se al Coronavirus si aggiungessero altri virus altrettanto nefasti (Goalkeepers report foundation, settembre 2021); 

-        Ogni nuova infezione (non il vaccino) può generare nuove varianti, le quali produrranno nuove varianti ancor più penetranti e maggiori complicanze e mortalità. Ne discende che, per ragioni umanitarie ed epidemiologiche, si dispongano forniture gratuite di vaccini a livello globale; 

-        non esistono al momento terapie anti-Covid alternative al vaccino, il quale leggi tutto

Contraddizioni in termini: quando il totalitarismo sostiene di perdere la libertà

Fulvio Cammarano * - 20.10.2021

Fossi un no-vax o un no-green pass mi preoccuperebbe avere al mio fianco sostenitori che, raggiungessero il potere, mi impedirebbero qualunque forma di libera espressione o manifestazione di dissenso. Forse fa parte dell’ironia della storia il fatto che formazioni che si richiamano esplicitamente alle ideologie totalitarie fasciste e naziste debbano utilizzare slogan e argomenti che apparentemente sono dalla parte delle libertà dei cittadini, mentre in realtà appaiono solo il pretesto per guadagnare spazio d’azione utilizzando il disagio di alcuni settori sociali. L’attacco alla sede della Cgil sembra confermare questa strategia. Dietro il paravento dell’agitazione attorno al tema delle costrizioni vaccinali, Forza Nuova è riuscita a sferrare un attacco al nemico storico del fascismo, il sindacato. L’aggressione alla sede romana della Cgil non ha nulla di casuale, ma rappresenta un messaggio simbolico, direi quasi una sorta di richiamo della foresta, per tutti coloro che vedono nel sindacato, qualunque tipo di sindacato, l’istituzione che difende la necessità e l’inevitabilità di quel conflitto di classe che il fascismo sin dalle sue origini ha inteso sradicare dalla società. Colpire le sedi sindacali significa dunque individuare uno degli anelli, forse oggi il più debole, del pluralismo conflittuale, fondamento di ogni costituzionalismo democratico. leggi tutto

“Autonomie differenziate”: uguaglianza distinta dalle prospettive di vita?

Francesco Domenico Capizzi * - 16.10.2021

Dopo l’aggiunta, corre voce con la “solita manina notturna fra il 29 e il 30 settembre”, al DDL “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata” la possibile, a questo punto, concessione di un’autonomia politico-gestionale alle tre Regioni che la richiedono – Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna – in aggiunta alle cinque a Statuto speciale già in essere, pur rispettando gli articoli 116, 117 e 119 del Dettato costituzionale e premettendo pari sussidiarietà e dignità fra le componenti territoriali dello Stato, previsti dalla riforma del Titolo V della Costituzione, corre il grave rischio di alterare i principi di uguaglianza, in termini di qualità e costi su tutto il territorio nazionale, nelle prestazioni essenziali  quali sono le socio-sanitarie: non soltanto sanitarie! Perché queste si conformano indissolubilmente legate alle sociali ed insieme costituiscono un binomio inscindibile.

L’art.3 della Costituzione, infatti, nel secondo comma, stabilisce che “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Un principio di uguaglianza che salvaguardia diritti e prestazioni essenziali, quali le socio-sanitarie, su tutto il territorio nazionale in costanza di medesime condizioni per accesso, qualità e costi. leggi tutto

L'attenzione pura

Francesco Domenico Capizzi * - 09.10.2021

La piena copertura vaccinale resta la priorità assoluta nel contrasto alla pandemia e nel contributo personale alla difesa della propria e dell’altrui salute, verso cui è indispensabile l’attenzione di ogni cittadino, meglio dell’Attenzione pura come disposizione e moto dell’anima, compassione che esclude la forza fino a divenire universalismo, desiderio e preghiera (Simone Weil: Quaderni a cura di G. Gaeta, Biblioteca Adelphi 1982). Ne deriva l’invito a considerare alcuni dati recenti che si aggiungono a quelli già pubblicati in articoli precedenti su “Mentepolitica”:

Devono essere inquadrati come “fragili”, perché a maggior rischio di contrarre l’infezione Covid dal decorso ingravescente, coloro che accusano una sindrome depressiva cronica e in genere significativi stati psicotici. Il fenomeno, osservato nella pratica clinica anti-Covid, trova una spiegazione razionale nelle difficoltà insite in queste persone a rispettare appieno le raccomandazioni igienico-comportamentali. Nello stesso tempo la pandemia e la crisi socio-economica conseguente, incutendo incertezze e paura per il futuro prossimo, ha accentuato il livello e il numero delle sindromi depressive, le quali in Europa rasentavano già l’8% nel sesso maschile ed il 5% nel femminile, tassi piuttosto elevati rispetto alla media mondiale che risultava essere del 4-6% con una prevalenza nei leggi tutto

Dal "volgo disperso" all'iniziativa personale di prevenzione

Francesco Domenico Capizzi * - 02.10.2021

Sappiamo dalla vasta Letteratura esistente (cfr. anche www.smips.org) che larga parte delle cause di malattie infettive, cronico-degenerative e neoplastiche trovano origine nel “mezzo esterno” che condiziona, giungendo a comprometterlo, il “mezzo interno”, cioè parte o l’interezza del nostro organismo: dall’assetto eco-ambientale alla disponibilità e qualità del sistema sanitario, dalla produzione alla distribuzione delle risorse economico-produttive e strutturali, dall’organizzazione sociale ai differenti stili di vita. Si tratta di constatazioni statistico-epidemiologiche e storico-politico-geografiche che contrastano radicalmente il principio, di derivazione positivista, secondo cui la salute si raggiunge inventando ed utilizzando ancor più prodotti raffinati per combattere le malattie.

Ma, innanzitutto, la questione deve essere incentrata sul concetto stesso di salute, che deve essere intesa come pieno benessere e non soltanto come assenza di malattia.

Organizzazioni sanitarie territoriali, nuove tecnologie, tecniche avanzate, terapie e percorsi medici e chirurgici e farmaci innovativi ancor e sempre più efficaci siano i ben venuti, ma si tenga conto che straordinari progressi furono compiuti contro grandi classi di malattie (tubercolosi, malaria, malattia reumatica, leggi tutto

No-vax, no-greenpass: "Libertarismo indeterminista"

Francesco Domenico Capizzi * - 25.09.2021

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti, stabilisce il primo articolo della Dichiarazione del 10 dicembre del 1948. Anche di commettere errori, in buona fede, s’intende? Sì, perché, continua l’articolo, tutti gli esseri umani sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza, e perché l’articolo 21 della nostra Costituzione stabilisce che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Da aggiungere il postulato cartesiano del libero arbitrio, inteso come diritto al dubbio e alla ricerca della verità da parte di ogni essere umano.

Dunque, una società di liberi pensatori! Anche se vengono commesse e sostenute involontarie distorsioni interpretative della realtà ed errori nelle azioni, a parte le facinorose, che meritano rispetto ed ascolto in nome dei vincoli irrinunciabili della solidarietà e della tolleranza che sorreggono l’intera vita civile.

Il movimento composito, non univoco e piuttosto frastagliato nelle proposizioni e nei modi di agire, dei no-vax e dei no-green-pass sembra appartenere ad una sorta di libertarismo indeterminista per la tendenza mostrata a valorizzare singoli elementi critici dell’evento pandemico e a contrastare le misure cautelative adottate, dall’uso del passaporto verde alla vaccinazione. leggi tutto