Ultimo Aggiornamento:
04 luglio 2020
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Argomenti

Ne usciremo migliori? Forse

Massimo Nava * - 02.05.2020

Alzi la mano chi avrebbe scommesso - dopo anni di austerità imposta dall’Europa e di miserabili calcoli decimali sull’aumento del Pil e tagli della spesa pubblica - di vedere piovere tanti soldi sul Paese e un’Europa   solidale e capace di mobilitare eccezionali risorse. In poche settimane, è stato messo in soffitta il Patto di Stabilità e persino la Germania ha deciso di indebitarsi, rinunciando al totem del pareggio di bilancio.

 E’ vero, arrivano miliardi di euro che serviranno a riparare i danni dell’epidemia e dare una mano ai settori industriali e alle categorie sociali più colpite. Ma, se saremo capaci di spenderli e se saranno impiegati bene, contribuiranno a costruire un modello di sviluppo più sostenibile, partendo dalla prevenzione delle emergenze (i cui limiti sono stati messi in tragica evidenza in queste settimane) e da una forte presa di coscienza delle cause ambientali che hanno contribuito alla diffusione del virus: inquinamento, congestione territoriale, falle nel sistema sanitario, tragica incuria nella gestione delle case di riposo.

Lo slogan “andrà tutto bene” era un incoraggiamento, ma “nulla sarà come prima” potrebbe rivelarsi un impegno etico e politico, per cambiare comportamenti collettivi nella direzione che da troppo tempo indichiamo soltanto a parole.

Il virus ha imposto leggi tutto

La democrazia è un meccanismo delicato

Paolo Pombeni - 29.04.2020

C’è troppa disinvoltura da parte del governo nell’affrontare la reazione alla pandemia. Che sia un problema grave e complicato nessuno ne dubita. Che questo autorizzi a manomettere il delicato equilibrio di un sistema costituzionale non può essere accettato. Eppure sta avvenendo, per quanto ci sia poco interesse per il tema.

L’avvio della cosiddetta fase 2 ha posto drammaticamente in evidenza la scarsa o nulla sensibilità di Conte e dei suoi ministri per questi aspetti. Dopo avere pazientemente sopportato 45 giorni di sospensione delle libertà individuali per fronteggiare un’emergenza oscura i cui contorni non erano noti, la situazione dovrebbe essere maturata: adesso qualcosa di più si sa, e soprattutto si è giunti alla conclusione che almeno per un tempo non breve dovremo convivere con questo virus in circolazione. Il che significa che bisogna riflettere su come lo si deve fare senza ledere i diritti fondamentali delle persone, che non possono essere sospesi senza un adeguato inquadramento giuridico-costituzionale.

Questa valutazione non spetta alla selva di epidemiologi, virologi, medici che intasano task force, comitati e talk show. A loro spetta stabilire, se ne sono capaci, come si diagnostica il virus, come lo si cura, cosa si può individualmente e socialmente fare per prevenirlo nei limiti consentiti leggi tutto

Riparte la campagna elettorale

Luca Tentoni - 25.04.2020

Col decreto del 20 aprile scorso, il governo ha - di fatto - ridato il via alla campagna elettorale permanente, dopo un mese e mezzo di (finta) pausa del dibattito politico dovuta all'emergenza Covid-19. Fissando le elezioni regionali fra la prima domenica di settembre e la prima di novembre e le comunali fra il 15 settembre e il 15 dicembre, l'Esecutivo punta ad accorpare anche il voto sul referendum costituzionale in un solo appuntamento, il 27 settembre. Però le regioni hanno la possibilità di decidere la data del rinnovo dei propri consigli: Veneto, Liguria, Campania e Puglia scalpitano, perché avrebbero voluto aprire i seggi già il 12 luglio. Questo particolare non è irrilevante: chi pensa di trarre un beneficio dagli ottimi sondaggi che hanno premiato alcuni presidenti di giunte sa che gli umori degli elettori sono mutevoli e che da qui a settembre possono cambiare molte cose. In Campania, per esempio, Pd e Cinquestelle potrebbero trovare un candidato comune in luogo di De Luca (col duplice risultato di defenestrare l'uscente e di rendere - con la "grande alleanza" - meno competitivo lo schieramento avverso, quello di centrodestra), mentre in Liguria Toti ha oggi due avversari potenziali (rispettivamente del M5s e del centrosinistra) ma a settembre si potrebbe raggiungere un accordo leggi tutto

Prigionieri del nostro passato (politico)

Paolo Pombeni - 18.04.2020

Raccapezzarsi nella politica attuale è un esercizio complicato, perché bisogna tenere insieme l’analisi sui problemi reali del paese con una classe politica che rimane prigioniera di un passato che non passa, sicché punta a chiudere i conti con quello e non a risolvere le domande che pone una situazione estremamente complicata.

Alcune vicende sono emblematiche, come la diatriba surreale sul MES. Non si ragiona su quello che realisticamente si potrebbe ricavare da un finanziamento a basso costo erogato dall’unico strumento di intervento europeo che è attivabile in tempi brevi, ma sulle ubbie di partiti che si inventano un drago a loro misura per far credere che sono capaci di batterlo. Il premier Conte prima ha detto, giusto per lisciare la coda ai Cinque Stelle, che l’Italia non avrebbe utilizzato quei fondi che mettevano a rischio la sua sovranità. Poi, di fronte ad una reazione per fortuna dura del PD, ha voluto spiegare che per il momento era inopportuno decidere, perché non si sa ancora se e quali condizionalità ci saranno. Una persona normale gli direbbe: scusi, ma se è così, perché ha creato un inutile problema dichiarando a vanvera che il MES non lo vogliamo?

Naturalmente la spiegazione è politicista (non politica, che leggi tutto

Serve un ricambio della classe dirigente

Francesco Provinciali * - 18.04.2020

Scriveva Seneca in una delle sue lettere a Lucillo: “Longum est iter per praecepta, breve et efficax per exempla”, che tradotto significa che l’esempio è la prima e più diretta fonte di insegnamento e ciò vale per la scuola, per la politica e per la vita.

E ha pure i suoi corollari, questo significativo aforisma: si potrebbe dire ad esempio che “chi predica bene, razzola male”, ma anche che il popolo vuole dai suoi governanti meno parole e più fatti, maggiore coerenza tra idee e azioni, un senso più vissuto e tangibile di rispetto, onore, dignità, legalità.

I continui richiami del Presidente Mattarella ai valori dell’ascolto, del dialogo, del confronto pacato, della mitezza dei modi e del rispetto dell’interlocutore non hanno le sembianze della retorica di Stato, sono se mai la summa di un’etica super partes che postula il concetto di civiltà.

Lo stesso Papa Francesco ha – da tempo – sciolto le remore delle riserve e ha alzato il velo sui sospetti di opportunismo secolare, invitando la classe politica ad un contegno etico ispirato a valori alti e contraddistinto da comportamenti pubblici e privati coerenti, chiari, trasparenti, apprezzabili… esemplari, appunto.

L’eco forte di questo richiamo non è rivolto  solo ai cattolici in senso leggi tutto

Emergenza COVID-19 e trasformazioni della politica

Michele Amicucci * - 08.04.2020

Le recenti dichiarazioni di Mario Draghi sullo stato di emergenza attuale e futuro si soffermano sulle parole “solidarietà”, “protezione delle persone” spostandone forse l’orizzonte dopo un lungo decennio di crisi congiunte. La possibilità degli Stati europei di ricorrere ad emissioni del proprio debito pubblico (per un periodo probabilmente più indefinito rispetto ai tempi di una ricostruzione post-bellica) imporrebbe naturalmente un salto di mentalità. O forse un passo indietro: alla ricerca di un modello perduto ma pur sempre “storicamente” europeo, quale quello fondato sul compromesso sociale e l’intervento pubblico. Ben si sa come, sia nella teoria che nella prassi politica, il dibattito su ruolo e copertura della protezione sociale negli ultimi decenni è stato gradualmente abbandonato a favore di quello sul debito pubblico. In Europa la politica, intesa come spazio decisionale pubblico, ha parallelamente lasciato il passo alle “politiche”, intese come direttive economiche ed adeguamenti finanziari su scala internazionale. Attualmente, come il corollario silenzioso alle parole dell’ex Presidente della BCE suggerisce, sembra necessario traslare una dimensione pubblica e democratica, leggi tutto

Draghi e la fase due: adelante, con juicio

Luca Tentoni - 04.04.2020

A quaranta giorni circa dall'inizio del "confinamento" degli italiani, la politica torna a muoversi, o - meglio - ricomincia a mostrarsi. In queste settimane, infatti, non sono mancati movimenti sotterranei, a partire dalla faticosa opera di cucitura e ricucitura promossa dal Quirinale per cercare di avvicinare maggioranza e opposizioni (al fine di unirsi di fronte all'emergenza) ma ci sono state anche manovre un po' meno nobili, dettate dall'esigenza di alcuni leader di tornare al centro della scena e di recuperare consensi (virtuali o reali che siano, non importa) al più presto possibile. Il tentativo di sostituire il presidente del Consiglio Conte, che era già in stato abbastanza avanzato prima dello sfacelo provocato dal Covid 19, ha prima subito una battuta d'arresto, poi è fallito. Così, le due forze che - una nella maggioranza, una nell'opposizione - avevano in animo di cambiare l'"inquilino di Palazzo Chigi" hanno dovuto mutare tattica. In un primo momento si è, da un lato (Lega), alzato il prezzo dell'intervento economico necessario per evitare la recessione (aggiungendo sempre uno zero alle somme che, di volta in volta, il governo si diceva pronto a stanziare), mentre i renziani ricominciavano a muoversi, con l'intento di arrivare ad una maggioranza di unità nazionale (alla quale, tuttavia, leggi tutto

Paralleli storici?

Paolo Pombeni - 01.04.2020

Nella confusa situazione politica con cui stiamo affrontando l’emergenza del Covid-19, conosce una certa fortuna il dibattito su come si debba o si possa realizzare una situazione di “solidarietà nazionale”. L’occasione è data dalle sollecitazioni che vengono dal presidente Mattarella e dalla scarsa rispondenza che trovano tanto nell’opposizione quanto nel governo e nella sua maggioranza. Al netto degli apprezzamenti di rito, piuttosto ipocriti, alla soluzione di un governo di unità nazionale non pensa seriamente nessuno. L’invocazione a Mario Draghi, eletto alla candidatura di salvatore della patria, è un escamotage per bruciare l’ipotesi di una soluzione che potrebbe venir richiesta dalla UE come garanzia per un sostegno all’Italia, visto che sulla “virtù” del nostro paese come utilizzatore di fondi comunitari sono in molti ad avanzare dubbi.

Non pochi fra coloro che riflettono sulla situazione attuale si lasciano andare a paralleli storici, in genere con il nostro secondo dopoguerra. In quel rinvio c’è un intento consolatorio, perché allora il paese seppe risollevarsi da una catastrofe provocata dalla sconfitta in guerra, ma anche un ardito rinvio al fatto che quella ricostruzione sarebbe avvenuta in un clima di concordia nazionale. Anzi, tenendo conto della attuale difficoltà ad intendersi fra forze della maggioranza e dell’opposizione, leggi tutto

Il terzo dopoguerra

Luca Tentoni - 28.03.2020

L’uscita dalla situazione di emergenza nella quale si trova il Paese appare ancora lontana, ma forse è opportuno sin da ora cercare di capire quali sono gli elementi di quello che già da adesso si profila come un vero e proprio terzo dopoguerra. Dopo la crisi innescata dal Covid 19, che non è solo sanitaria, ma anche economica e sociale, molte cose non torneranno come prima. Proviamo a delineare alcuni possibili sbocchi della situazione, come appunti per un dibattito che speriamo diventi sempre più ampio, per non trovarci impreparati a ciò che verrà al termine di questa brutta avventura. L’accostamento dell’epidemia in corso a un conflitto bellico non è nostro: lo hanno proposto in molti, persino il Pontefice. In effetti, già in queste settimane abbiamo visto alcuni fenomeni che ricordano quelli della Seconda guerra mondiale: l’accaparramento, la borsa nera (con i prezzi dei disinfettanti e delle mascherine aumentati vertiginosamente, di pari passo con la sostanziale irreperibilità di alcune merci), la drastica riduzione della circolazione (un sostanziale coprifuoco), i bollettini di guerra giornalieri, l’instaurarsi di un’economia bellica (con la riconversione temporanea di alcune filiere produttive e il contingentamento della diffusione di alcuni beni non di prima necessità), la diminuzione – per alcuni – del lavoro o la leggi tutto

Non si scherza col fuoco

Paolo Pombeni - 25.03.2020

Strano modo quello di gestire l’emergenza in corso: da un lato si punta a incentrare tutto su un premier che lavora per decreti amministrativi, ovvero al tentativo di dipingere il famoso uomo solo al comando; dal lato opposto gli interventi sono un pasticcio di va e vieni, di incapacità di comunicare in senso istituzionale, di principi contraddittori. Non ci pare esattamente quello che ci sarebbe da aspettarsi avendo in mente non solo la crisi sanitaria sulle cui dimensioni e durata ancora non abbiamo certezze, ma soprattutto la crisi economica che seguirà e sulla cui previsione ormai sono concordi quasi tutti.

Si tratterà purtroppo di gestire un’emergenza di lunga durata e di imporre al paese qualcosa di diverso dalle quarantene che tutto sommato la gente sopporta con pazienza perché è fiduciosa che si tratti di un periodo transitorio. L’emergenza economica che è attesa si presenta invece come un tunnel molto lungo che andrà percorso senza che sia così facile scorgere una luce alla sua fine.

Le difficoltà attuali che registra il quadro politico sono legate al fatto che si tira dietro un passato assai poco brillante, perché deriva da una sequenza di sussulti elettorali iniziati con le elezioni del marzo 2018 e perché ha leggi tutto