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25 settembre 2021
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Argomenti

Amartya Sen: trent’anni di sviluppo umano

Maria Caterina De Blasis * - 11.01.2020

«Perché occorre ripudiare fermamente una visione “a una dimensione” dell’identità individuale? Su quali elementi è invece fondata l’identità di ciascuno di noi quali individui che aspirano alla “libertà di condurre una vita ragionevolmente di valore”? Come riequilibrare il peso sociale della donna […]?» (pp. 178-179).

 

È questo il tenore di alcune delle domande che Amartya Sen (si) pone sulla “sua” India e che Mattia Baglieri riporta e commenta nel proprio libro Amartya Sen. Welfare, educazione, capacità per il pensiero politico contemporaneo (Carocci, Roma 2019, pp. 236). Interrogativi che, senza correzioni o modifiche sostanziali, possiamo estendere anche al “nostro” oggi e alla “nostra” società. Quello di Baglieri – Dottore di ricerca al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna – non è infatti solo un volume dedicato al pensiero politico dell’economista-filosofo premio Nobel, ma può essere letto anche come una sorta di bussola per la nostra contemporaneità.

 

Il libro, pubblicato con Presentazione di Sergio Filippo Magni (Associato di Filosofia Morale all’Università di Pavia), si snoda attraverso quattro capitoli che descrivono i lineamenti di teoria politica generale di Sen; la rilettura seniana del pensiero politico occidentale; alcune esperienze teoriche indiane; la ricerca associativa della Human Development and Capabilities Association fondata da Amartya Sen. Di particolare interesse e importanza, poi, leggi tutto

All'alba di un anno nuovo

Francesco Provinciali * - 04.01.2020

Ogni inizio d’anno racchiude in sé una molteplicità infinita di speranze: ne è la sintesi e il culmine, così da sempre per l’intera umanità.

La storia è un continuum ininterrotto di fatti, una concatenazione di eventi, nulla del presente può prescindere dal passato, fosse anche quello delle cronache di ieri.

Dobbiamo averne consapevolezza perché non esisterà mai un anno zero, un momento in cui magicamente tutto si annulla – le colpe, gli errori, gli inganni – e si riparte da capo: sarebbe solo una effimera illusione destinata ad essere smentita in ogni campo dell’agire umano, in ogni suo contesto.

Però l’uomo, la società hanno bisogno che il tragitto della storia sia contrassegnato dalle convenzioni del calendario: per scandire lo scorrere stesso della vita, per dare la giusta misura a tutte le cose, per ricordare ma anche per far tesoro del passato, correggere il cammino, esercitare il dovere della speranza.

Finisce poi che le buone intenzioni sono lentamente assorbite e metabolizzate in una quotidianità fatta di scelte e di progetti nuovi, ma anche di abitudini e di destino, oltre le nostre migliori volontà.

Ma all’alba di un anno nuovo abbiamo un bisogno quasi organico, fisiologico di guardare avanti, di immaginare, di ripartire, non possiamo prescindere leggi tutto

Poesia, cibo dell'anima e della mente

Francesco Provinciali * - 21.12.2019

Serbo un’intima gratitudine – che custodisco con gelosia e affetto – verso la scuola della mia adolescenza: ne conservo un ricordo sfocato e leggero dove, come in una magica e fiabesca rievocazione, trovano posto apprendimenti e personaggi e riaffiorano dettagli allora apparentemente insignificanti.

La rivisito con nostalgia e vi cerco spiegazioni e risposte al mio presente.

Trovo che fosse una scuola che sapeva affiancare la vita, senza forzature: svolgeva la sua parte, in genere con umiltà e in silenzio.

Non erano tutte rose e fiori, c’erano difficoltà, ingiustizie, discriminazioni: qualcuno l’ha poi ben evidenziato, scrivendo la sua lettera ad una professoressa e il sessantotto ha scoperchiato molte viltà ma le ‘vestali della classe media’, cioè gli insegnanti di quel tempo, erano le prime vittime della situazione dovendo vivere come i fedeli depositari di una cultura da tramandare in un mondo dove stavano emergendo con forza dei valori diversi: il successo, l’arrivismo, i lesti guadagni, la facilitazione, la stagione dei diritti, l’apertura al sociale, l’egualitarismo irriverente che ha poi partorito i mostri sacri della trasparenza e della privacy, mettendo di fatto le manette ai polsi delle relazioni personali e della comprensione leggi tutto

Il furore di vivere degli italiani in una società ansiosa

Francesco Provinciali * - 14.12.2019

Lungamente atteso – specie da coloro che il Presidente De Rita definisce “amici della cultura CENSIS” ma anche dalla politica e dalle istituzioni – è stato pubblicato il 53° Rapporto sulla società italiana, ispirato a quel cimento del continuismo analitico, descrittivo e propositivo a cui l’Istituto si è sempre attenuto dal dopoguerra ad oggi, pur in una esponenzialmente accentuata deriva di frammentazioni e discontinuità.

Il Rapporto affronta subito il tema dominante: descrivere il presente per cogliere le evidenze sociali, economiche, politiche, emotive, individuali e collettive immaginando i contorni di un futuro possibile ma ancora vuoto di contenuti rassicuranti, e definisce entrambi “incerti”: “così è per gli italiani il presente e così è il futuro percepito. Pensando al domani, il 69% dei cittadini dichiara di provare incertezza, il 17,2% pessimismo e il 13,8% ottimismo, con i pesi relativi di questi ultimi due stati d’animo quasi equivalenti, che finiscono per neutralizzarsi”.

“Oggi il 69% degli italiani è convinto che la mobilità sociale è bloccata; il 63,3% degli operai crede che in futuro resterà fermo nell’attuale condizione socio-economica, perché è difficile salire nella scala sociale; il 63,9% degli imprenditori e dei liberi professionisti teme invece la scivolata in basso. Inoltre, il 38,2% degli italiani è convinto che nel futuro i figli o i nipoti staranno peggio di loro, leggi tutto

Troppe armi e troppa droga tra i giovani

Francesco Provinciali * - 07.12.2019

La cronaca ci riferisce con crescente frequenza di episodi di violenza agìta da giovani e giovanissimi con l’uso di armi. Emblematico il caso scioccante di Luca Sacchi, il ragazzo romano giustiziato da coetanei durante un agguato con un colpo di pistola alla nuca, in un contesto con molti coni d’ombra che gli inquirenti e la magistratura stanno meticolosamente ricostruendo.

Sullo sfondo uno scenario squallido e violento: fare soldi con lo spaccio, vite perdute e vite soppresse, un contesto di criminalità che pensa di rimanere impunita.

Ci sono troppe armi che girano con facilità tra gli adulti ma il fenomeno si va diffondendo anche tra gli adolescenti e sovente tra i minori.

Inoltre il connubio armi-droga è tanto devastante quanto pervasivo, c’è un nesso di causa effetto sull’azione violenta ma anche un rapporto di interesse economico che unisce i due fenomeni.

Quali strategie sono necessarie per arrestare questo coinvolgimento?

Dalla più grande democrazia occidentale ai Paesi delle guerre la risposta è una sola: investire nella scuola, nell’istruzione, nell’educazione. Insegnare l'amore per gli altri esseri umani, per gli animali, per il creato. Perseguire le vie della pace, della tolleranza, della legalità. leggi tutto

Il sorpasso dei matrimoni civili su quelli religiosi

Francesco Provinciali * - 23.11.2019

Chi ha visto o ricorda il film “Il sorpasso” di Dino Risi girato nel 1962 ha certo in mente l’Italia di quegli anni: boom economico, industrializzazione del Paese, nazionalizzazione dell’Energia elettrica, piano-casa, famiglia tradizionale come asse portante, nucleo e fondamento del contesto sociale.

Allora il Presidente del Consiglio era Fanfani, oggi è Conte, di acqua ne è passata sotto i ponti e gli stili di vita degli italiani sono radicalmente mutati ma nessuno avrebbe immaginato che in un Rapporto ISTAT riferito a 56 anni dopo, quindi al 2018 e pubblicato in questi giorni, il titolo di quel film che esaltava un Gassman guascone e libertino, sarebbe stato utilizzato per sancire un sorpasso storico nell’Italia dal dopoguerra ad oggi: quello dei matrimoni civili su quelli religiosi, un dato statistico che descrive un mutamento di mentalità e probabilmente una svolta irreversibile,  i primi sono stati infatti 92.182 su un totale di 195.778 celebrati, pari al 50.1 % contro il 49,9% di quelli religiosi.

Attenzione però: il dato riguarda appunto il numero complessivo dei matrimoni mentre nell’ambito delle prime nozze il rito sotto l’altare batte ancora quello davanti all’autorità civile, con il 70% contro il 30%. c.a.

Significativo il confronto tra nord e sud del Paese: nel primo caso i matrimoni civili sono stati il 63,9 leggi tutto

Il bene più prezioso è la saggezza degli anziani

Francesco Provinciali * - 09.11.2019

Quando in epoche come la nostra – debolmente rischiarata dai fuochi fatui del relativismo e blandita da sogni ingannevoli – l’umanità si piega dolente alle incertezze del presente e alle speranze in un futuro imperscrutabile, ci sono storie di vita che sanno donare parole di saggezza e scintille di luce, se siamo disposti ad ascoltare e poi riflettere, ad osservare e poi - con umiltà - imparare.

Doni irripetibili per la loro stessa vocazione esistenziale, frutto di scelte, di rinunce o semplicemente di destino: persone “chiamate” dalla fede, dall’umiltà o dalla ragione a dare senso al loro transito terreno, ad operare per ‘una casa comune’, tracciando solchi in cui possano germogliare i semi del bene e gli aneliti alla rettitudine, all’onestà e alla verità.  

Oggi con troppa facilità e disinvoltura ci scopriamo affascinati da chi vuole rottamare, resettare, formattare, cancellare il passato quasi come se fosse merce avariata da gettare via: e con esso gli insegnamenti appresi e quelli elargiti da chi ci ha preceduto.

Anche questi sentimenti sono espressione di una concezione consumistica e mercantile della vita, di una malcelata presunzione ad impersonificare il nuovo, il giusto, il meglio, dimenticando che leggi tutto

Nostalgia di Alda Merini

Francesco Provinciali * - 06.11.2019

Sono trascorsi dieci anni dalla scomparsa di Alda Merini (1 novembre 2009), anima bella e sofferente, ricca di umanità e passioni (“poeti si nasce, non si diventa”): le siamo tutti debitori di sentimenti ed emozioni che la sua esperienza umana e letteraria ci hanno lasciato in dono come scintille di luce in uno scrigno prezioso.

Spinto dalla curiosità di conoscere alcuni testimoni del nostro tempo (e scoprendo – frequentandoli - che il loro essere grandi coincide spesso con una naturale vocazione alla semplicità, essendo capaci di lasciarsi attraversare dai marosi della vita conservando l’innocenza del cuore, la lucidità della ragione, le rare virtù della dignità e del pudore) ebbi la fortuna di incontrarla nella sua casa dei Navigli a Milano e di realizzare l’ultima intervista della sua vita. Un dono incommensurabile, per la straordinaria personalità della donna e dell’artista. L’avevo contattata con titubanza, mi ero presentato come “persona desiderosa di conoscerla”: mi aveva sorpreso il suo assenso a ricevermi. Suonando due giorni dopo alla sua porta di casa ebbi il timore di un suo ripensamento: sull’uscio era incollato un perentorio avviso: “non si ricevono giornalisti per interviste”. Ma poco dopo sentii la sua voce: “Entri pure, le ho lasciato la porta aperta”. Era a leggi tutto

Se si riforma l’affido sull’onda di Bibbiano

Chiara Sità * e Paola Ricchiardi ** - 23.10.2019

Nel mese di luglio è stata presentata alla Camera una proposta di legge di riforma dell’affido (l. 2047, prima firmataria Stefania Ascari, avvocato, M5S), definita “necessaria e urgente” alla luce di due scandali: quello documentato dall’inchiesta giornalistica “Veleno” su allontanamenti di minori dalle loro famiglie effettuati nel modenese negli anni 1997-98 e rivelatisi infondati, e l’inchiesta giudiziaria in corso “Angeli e Demoni”, descritta come la scoperta di “un gravissimo caso di presunto sfruttamento illecito del sistema degli affidamenti di minori, anche al fine di arricchimenti personali, noto come « caso Bibbiano »”.

La proposta di legge riprende gli articoli di giornale che hanno accompagnato le due vicende e fa riferimento a “impressionanti” dati statistici nazionali sui collocamenti di minori all’esterno della famiglia. Proviamo qui a verificare punto per punto i problemi posti al cuore del testo di legge come sintomi di un sistema che non funziona.

Innanzitutto è utile analizzare i dati statistici definiti “impressionanti” sui collocamenti esterni alla famiglia, che proverebbero la leggerezza con cui vengono attuati. Il testo parla di 40.000 minori fuori famiglia, quando in realtà sono 26.600 tra affidamento familiare e collocamento in struttura. L’Italia allontana i minori dalla famiglia di origine molto meno di altri Paesi europei (il 3 per mille sul totale della

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Fino a che punto servono schiaffi e sculacciate ai figli?

Francesco Provinciali * - 12.10.2019

Il deputato verde John Finnie del Parlamento scozzese di Edimburgo sarebbe forse stato un politico destinato all’oblio o all’ordinaria amministrazione della cosa pubblica  se non avesse dato la stura ad una campagna di sensibilizzazione contro le punizioni corporali dei genitori sui figli, coinvolgendo larghi settori dell’opinione pubblica come lo Scottish National Party (Snp) di Sturgeon e alcune ong per la tutela dell'infanzia, oltre a godere del consenso politico dei laburisti e dei socialdemocratici. Poiché il governo scozzese può contare su una solida maggioranza parlamentare è assai probabile che la proposta di mettere al bando schiaffi, sberle e buffetti - sinora ammessi  dalla normativa attuale che negli Stati del Regno Unito autorizza un uso "ragionevole" della forza in famiglia per educare e punire i figli - possa diventare legge e cambiare quindi una lunga tradizione di moderato autoritarismo domestico tipico della mentalità anglosassone. D’altra parte risulta che già in altri Paesi il ricorso alle punizioni corporali per “raddrizzare” comportamenti poco consoni o inclini all’obbedienza da parte dei figli minori sia stato stigmatizzato e rimosso.

Tra i sostenitori della "non violenza" fisica c’è una lista di 51 paesi già da tempo contrari a qualsiasi forma di punizioni corporali considerate inutili leggi tutto