Ultimo Aggiornamento:
23 ottobre 2019
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Argomenti

Se si riforma l’affido sull’onda di Bibbiano

Chiara Sità * e Paola Ricchiardi ** - 23.10.2019

Nel mese di luglio è stata presentata alla Camera una proposta di legge di riforma dell’affido (l. 2047, prima firmataria Stefania Ascari, avvocato, M5S), definita “necessaria e urgente” alla luce di due scandali: quello documentato dall’inchiesta giornalistica “Veleno” su allontanamenti di minori dalle loro famiglie effettuati nel modenese negli anni 1997-98 e rivelatisi infondati, e l’inchiesta giudiziaria in corso “Angeli e Demoni”, descritta come la scoperta di “un gravissimo caso di presunto sfruttamento illecito del sistema degli affidamenti di minori, anche al fine di arricchimenti personali, noto come « caso Bibbiano »”.

La proposta di legge riprende gli articoli di giornale che hanno accompagnato le due vicende e fa riferimento a “impressionanti” dati statistici nazionali sui collocamenti di minori all’esterno della famiglia. Proviamo qui a verificare punto per punto i problemi posti al cuore del testo di legge come sintomi di un sistema che non funziona.

Innanzitutto è utile analizzare i dati statistici definiti “impressionanti” sui collocamenti esterni alla famiglia, che proverebbero la leggerezza con cui vengono attuati. Il testo parla di 40.000 minori fuori famiglia, quando in realtà sono 26.600 tra affidamento familiare e collocamento in struttura. L’Italia allontana i minori dalla famiglia di origine molto meno di altri Paesi europei (il 3 per mille sul totale della

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Fino a che punto servono schiaffi e sculacciate ai figli?

Francesco Provinciali * - 12.10.2019

Il deputato verde John Finnie del Parlamento scozzese di Edimburgo sarebbe forse stato un politico destinato all’oblio o all’ordinaria amministrazione della cosa pubblica  se non avesse dato la stura ad una campagna di sensibilizzazione contro le punizioni corporali dei genitori sui figli, coinvolgendo larghi settori dell’opinione pubblica come lo Scottish National Party (Snp) di Sturgeon e alcune ong per la tutela dell'infanzia, oltre a godere del consenso politico dei laburisti e dei socialdemocratici. Poiché il governo scozzese può contare su una solida maggioranza parlamentare è assai probabile che la proposta di mettere al bando schiaffi, sberle e buffetti - sinora ammessi  dalla normativa attuale che negli Stati del Regno Unito autorizza un uso "ragionevole" della forza in famiglia per educare e punire i figli - possa diventare legge e cambiare quindi una lunga tradizione di moderato autoritarismo domestico tipico della mentalità anglosassone. D’altra parte risulta che già in altri Paesi il ricorso alle punizioni corporali per “raddrizzare” comportamenti poco consoni o inclini all’obbedienza da parte dei figli minori sia stato stigmatizzato e rimosso.

Tra i sostenitori della "non violenza" fisica c’è una lista di 51 paesi già da tempo contrari a qualsiasi forma di punizioni corporali considerate inutili leggi tutto

La pedagogia sociale dell'informazione quotidiana

Francesco Provinciali * - 05.10.2019

Efferati delitti, serial killer, crimini orrendi, inaudite violenze, ferocia disumana, furia omicida, tempeste politiche, brogli elettorali, bufere giudiziarie, autorizzazioni a procedere, uragani sociali, terremoti ai vertici, esplosione di casi, asili degli orrori, ospizi lager, ospedali nel caos, calciopoli, vallettopoli, tangentopoli, treni paralizzati, bullismo, nonnismo, esodo da bollino nero, serpentoni d’acciaio sulle strade, agguato in autostrada, shock in autogrill, vicende orribili, coca e sesso, stupri di gruppo, branchi assassini, profanazione di tombe, bestie di satana, torture psicologiche, vendette trasversali, vacanze shock, follie omicide, mazzette, inciuci, ingorgoni, terrorismo internazionale, gogna mediatica, pedopornografia, abusi sessuali, baby-gang, circonvenzione di incapaci, prestiti usurai, riciclaggio, borseggi, rapine, bande del buco, razzie nelle ville, soggetti a rischio, frodi alimentari, sofisticazioni, pandemie, influenza aviaria, conti gonfiati, imbrogli, trame, mobbing, statali fannulloni, tassi usurai, impiegati assenteisti, cartellini falsificati, concorsi truccati, gioco d’azzardo, gare taroccate, illeciti sportivi, arbitri venduti, violenze negli stadi, conti salati, caro-mutui, donne violate, minori abusati, anziani truffati, malati raggirati, accanimenti terapeutici,  infermiere ammazza-vecchietti, mostri, orchi, streghe, papponi, mammane, padri padroni, figli aguzzini, finti ispettori, cocktail micidiali, nuove povertà, caporetto dei consumi, vendette trasversali, silenzi glaciali, servizi deviati, intrighi internazionali, infanticidi, femminicidi, sequestri lampo, riscatti, rincari record, tassi alle stelle, inflazione galoppante, recessione economica, pensioni da fame, leggi tutto

La nuova tutela delle vittime di violenza domestica e di genere: legge 69/2019

Francesco Provinciali * - 21.09.2019

La legge 19 luglio 2019 n.69, recante modifiche al codice penale e a quello di procedura penale, introduce nuove norme in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

Legge che è stata pubblicata sulla G.U. 173 del 25 luglio 2019 ed è entrata in vigore il 9 agosto u.s.

La crescita esponenziale di reati connessi alla materia di cui la normativa di modifica e aggiornamento si occupa e il loro superarsi in efferatezza e crudeltà ha evidentemente indotto il legislatore ad assumere questo provvedimento che pare interessante riassumere al fine di evidenziare al lettore ciò che d’ora in poi – fino a nuove disposizioni legislative – varrà in materia di individuazione e punibilità dei reati stessi.

In tema di indagini la polizia giudiziaria sarà tenuta ad attivarsi immediatamente comunicando al PM eventuali notizie di reato, anche per le vie brevi. A sua volta il PM dovrà ascoltare entro tre gg la presunta vittima, per la quale il tempo per presentare denuncia-querela sarà ora di 12 mesi.

Negli ospedali il Pronto soccorso dovrà attrezzarsi prevedendo un codice rosso per le violenze di genere, in modo da facilitare i tempi di valutazione clinica e conseguentemente i provvedimenti protettivi da assumere a tutela delle vittime, di competenza dell’autorità giudiziaria. leggi tutto

Dieci anni fa la lezione di Amartya Sen sulla giustizia

Mattia Baglieri * - 31.08.2019

È stato pubblicato ad Harvard dieci anni fa L’idea di giustizia (ed. or. The Idea of Justice, Harvard University Press; trad. it. L’idea di giustizia, Mondadori), il saggio di Amartya Sen che ha consacrato l’appartenenza dell’economista Premio Nobel Amartya Sen al campo disciplinare della filosofia politica dopo decenni di ricerca esercitata soprattutto nell’ambito dell’economia dello sviluppo. Già nei suoi contributi macroeconomici più importanti, da Etica ed economia del 1987 a Sviluppo e libertà del 1999, l’accademico indiano – nato nel1933 a Santiniketan, il campus universitario fondato dal poeta Rabindranath Tagore – aveva rimarcato la necessità di una più stretta aderenza dell’orizzonte economico alla teoria politica, rivendicando l’origine propriamente ‘politica’ dell’economia moderna, fondata da Adam Smith nella seconda metà del XVIII secolo quale ramo della "scienza dello statista e del legislatore".

 

Nell’idea della giustizia seniana, che trova una sua epitome in questo importante volume, ritornano senz’altro i grandi nomi dell’economia internazionale moderna, da Condorcet a Edgeworth, dallo stesso Smith a Quesnay e Malthus, ma sono soprattutto i classici del pensiero politico leggi tutto

Un regionalismo ben temperato

Paolo Pombeni - 24.07.2019

La diatriba sulle autonomie differenziate diventa ogni giorno che passa più pericolosa. Sebbene scaldi l’opinione pubblica meno di quel che si creda, la classe politica ne sta facendo un caso per mandare all’aria l’attuale dislocazione delle varie forze. Il tutto sulla base di ragionamenti astratti, fake news, petizioni che vorrebbero essere di principio, ma che in realtà nascondono calcoli molto miopi.

Sarebbe ora che qualcuno, ma non si sa chi potrebbe essere, richiami a ragionare sulla vera tematica di fondo: come sfruttare il sistema regionale, che i nostri costituenti immaginarono come uno strumento per articolare la sfera pubblica in maniera non solo più efficiente, ma più vicina ai cittadini, in modo che esso produca buon governo. Un dibattito su questo tema è completamente assente, se si eccettuano limitati nuclei di studiosi e di operatori che ci riflettono da anni, ma che non sono riusciti e non riescono ad imporsi sulla scena pubblica.

Invece lo scenario a cui assistiamo è quello di un sistema regionale che per una buona parte dei casi non funziona o funziona male, per cui quella limitata parte che invece è in grado di farlo marciare chiede adesso sostanzialmente di staccarsi dal sistema dello stato nazionale. Lo slogan della “secessione leggi tutto

Dai test invalsi esce una scuola depotenziata negli apprendimenti di base

Francesco Provinciali * - 17.07.2019

Leggendo i risultati delle prove INVALSI (l’istituto nazionale di valutazione del sistema scolastico italiano) a conclusione dell’anno scolastico 2018/19 non si può dimenticare la famosa Ricerca del linguista (e poi Ministro della Pubblica istruzione) Prof. Tullio De Mauro dalla quale emergeva un dato culturalmente significativo e socialmente allarmante: il 70 % degli italiani adulti non è in grado di comprendere un testo di media difficoltà.

Dalle prove INVALSI si ricava sostanzialmente che il 35 % degli alunni di terza media non ‘capisce’ un testo di italiano: quel “non capire” significa in pratica che dopo la lettura di un brano (sia esso letterario o un semplice dettato) gli alunni – nella percentuale indicata – non riescono a riassumerlo, ad esprimerne il senso, a ripeterlo con le proprie parole, a penetrarne gli argomenti e i temi di fondo e caratterizzanti.

Questa è solo una delle evidenza critiche riferite dalla tabulazione dei dati raccolti dall’Istituto e commentati e l’analogia con la situazione riscontrata a suo tempo dalla Ricerca di De Mauro è sufficientemente eloquente nel significare un impoverimento culturale di fondo, tra adolescenti e adulti, in una società dove la conoscenza dei classici, della cultura tramandata e la lettura di un libro vanno scomparendo sotto l’invasione delle nuove tecnologie e degli stili comunicativi leggi tutto

Il rancore e l'insicurezza come fattori di discontinuità

Francesco Provinciali * - 13.07.2019

In un agile volumetto fuori commercio (“Il cimento del continuismo nelle turbolenze della discontinuità”), scritto per “gli amici della cultura Censis” il sociologo Giuseppe De Rita, fondatore, Direttore e ora Presidente dell’Istituto di ricerche sociali, ripercorre con rapidi fotogrammi il susseguirsi delle derive di discontinuità e delle fratture che hanno accompagnato il Paese nel secondo dopoguerra e le riassume in rapida sintesi: la stretta monetaria del 62, il fiammeggiante 68, il terrorismo degli anni 70, la vicenda di Tangentopoli, la crisi economica del 2008, il governo del cambiamento del 2018.

Ricercatore capace di analisi profondissime ed ermeneutiche nello scandaglio dei fenomeni macro economici e sociali sempre legati alla guida o al traino della politica, ma soprattutto ineguagliabile nel riassumerne i tratti connotativi e denotativi, attraverso sintesi vigorose e definizioni descrittive, persino iconografiche, per fermo-immagine,  il Prof. De Rita finisce per riscoprirsi cucita addosso la nomea dell’inguaribile continuista, di colui che con determinazione e fede nell’uomo non perde di vista la necessità di saper guardare oltre, verso le soluzioni delle fasi critiche, cercando sempre di esprimere coerenza interpretativa e visione prospettica, affinché si possa dire che c’è un domani ad ogni problema, un dopo che andrà gestito e guidato e che il primo dovere dell’analista sociale è leggi tutto

Sopravvivere, tra attesa e rinvio

Francesco Provinciali * - 06.07.2019

“Trascorriamo la nostra vita dedicando più tempo a preparare che a fare”: in questo aforisma de “Il riformatore del mondo” di Thomas Bernhard sta una chiave di lettura per capire il dilemma dell’esistenza umana che oscilla tra la ricerca di una soluzione ai mali del mondo, e l’eterna insoddisfazione dei risultati raggiunti. L’uomo finisce per concepire la vita stessa come perenne attesa di una condizione migliore, relegando la quotidianità ad una mera alternanza di abitudini, tra eterno presente da definire e incerto e indefinito futuro da perseguire.

Così è in molti aspetti della realtà e della nostra condizione di viaggiatori che ondeggiano tra bisogno di approdi e pericolo di naufragi, in una vita di affetti e relazioni, assenze e presenze che recano ansie ed effimere certezze. Tra il tempo che scorre implacabile e il nostro bisogno di realizzare la pienezza esistenziale del presente c’è sempre un dettaglio da definire, un impegno da assolvere e un altro da accantonare. Il tempo dell’attesa è il luogo della preparazione e dell’incompiutezza, a volte della sofferenza interiore. Mi disse Reinhold Messner, confrontando il desiderio di scoperta di Ulisse alla paziente tessitura della tela di Penelope: “si guarda all’eroe che parte e non si considera la sofferenza leggi tutto

Il mercimonio dei bambini

Francesco Provinciali * - 03.07.2019

Tra i tanti aspetti di criticità individuali e sociali di questa epoca densa di contraddizioni e di disvalori certamente la condizione minorile costituisce un focus per molte analisi e approfondimenti.

La lenta e progressiva crisi della famiglia – un tempo cellula fondante del tessuto sociale e ora snaturata anche come corpo intermedio di accoglienza, custodia, affetti ed educazione primaria – costituisce indubbiamente uno degli elementi di maggiore problematicità.

La cronaca ci racconta di vicende di violenze, abusi, maltrattamenti, persino omicidi efferati che nascono e si alimentano tra le mura domestiche che sono diventate l’epicentro dei conflitti di coppia, degli amori fugaci, delle procreazioni irresponsabili da parte di padri o madri sovente inadeguati.

Cresce esponenzialmente il numero dei fascicoli aperti presso i tribunali minorili per la valutazione dei casi di responsabilità – termine che ha sostituito il più obsoleto ”potestà”-  genitoriale: è un meccanismo  che si accende con una segnalazione da parte della scuola, dei vicini di casa, della cerchia parentale, attraverso la valutazione dei servizi sociali per essere sottoposta al vaglio decisionale dei giudici.

In questi ultimi mesi sono stati numerosi i casi in cui la giustizia è arrivata in ritardo poiché le condizioni di inadeguatezza genitoriale era chiusa e malcelata oppure occultata dietro la leggi tutto