Ultimo Aggiornamento:
26 aprile 2017
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L’islam europeo dei Balcani

Christian Costamagna * - 01.02.2017
Paini - La mezzaluna d'Europa

La questione dei musulmani nei Balcani, ormai da tempo, è tornata alla ribalta delle cronache, anche in Italia. Si tratta di un tema complesso, che tende ad essere sbrigativamente semplificato dall'isteria allarmistica che accomuna, tout court, l'Islam con il terrorismo oppure, per contrasto, da una eccessiva minimizzazione, al limite della negazione, di un problema effettivamente esistente. Il libro La mezzaluna d'Europa - I musulmani nei Balcani dagli Ottomani fino all'Isis (ELS - La Scuola, Editrice Morcelliana, 2016, pp. 154) di Sergio Paini costituisce una risposta ragionata e meticolosamente informata, a come si è sviluppato l’Islam nei Balcani, dalle origini in epoca medievale sino ai giorni nostri.

Il libro di Paini non è un saggio scientifico rivolto alla comunità degli specialisti, bensì è di carattere divulgativo. Si rivolge dunque a quei lettori curiosi che vorrebbero comprendere megliol’evoluzione di un processo religioso, culturale e sociale. Il testo è suddiviso in capitoli che potrebbero essere definiti come schede ragionate che identificano, in maniera autonoma, vari temi sotto il profilo cronologico e per argomento. Dopo una parte di carattere introduttivo, nel quale l’autore ci spiega alcuni concetti chiave relativi all’Impero ottomano ed alla sua secolare presenza nella Turchia d’Europa, ci accompagna verso la scoperta dei popoli, coprendo circa mezzo millennio. In prima battuta Paini tratta il tema dei bosgnacchi (musulmani slavi presenti nel territorio dell’odierna Bosnia ed Erzegovina, oltre che della Serbia e del Montenegro), per poi passare agli albanesi (d’Albania, del Kosovo e della Macedonia), e chiude infine i capitoli di carattere storico con “gli altri musulmani”, ovvero le cosiddette minoranze (dai Gorani ai Rom).

Paini dunque, nei quattro quinti del suo lavoro, sintetizza, senza disdegnare i particolari, una storia secolare di espansione degli Ottomani nella penisola balcanica, di scontri con gli altri imperi (Asburgico, ma anche Russo), degli intrighi di palazzo della Sublime Porta, delle complicità delle élite dei Balcani, delle loro rivalità, delle ribellioni del popolo, delle rivoluzioni, e delle guerre. Sono storie di popoli e di eroi, certo, ma anche storie di imperi transnazionali che hanno soggiogato e manipolato le popolazioni locali, e che hanno incentivato le conversioni religiose, causato lo spostamento forzato di decine o centinaia di migliaia di persone, e fomentato eccidi. Tuttavia, emerge anche una storia parallela di convivenza e di tolleranza tra fedi e culture differenti.

Dopo una cavalcata attraverso i secoli nelle forme dell’Islam nei Balcani, nel quinto ed ultimo capitolo, l’autore prende in esame la cosiddetta “minaccia islamista” al di là dell’Adriatico. Paini adotta uno stile asciutto, contestualizza il fenomeno del proselitismo di gruppi terroristi utilizzando dati e informazioni solide, e arricchisce il testo con fatti tratti dalle cronache recenti, senza sbavare in speculazioni. La Bosnia ed Erzegovina occupa una parte considerevole del capitolo finale, dove l’autore spiega come durante il conflitto negli anni ’90 alcune migliaia di combattenti islamici stranieri, sostennero il governo di Sarajevo. Sebbene solo alcune centinaia di loro decisero di rimanere stabilmente nel Paese dopo la guerra, ben presto si affiancarono svariate fondazioni e associazioni umanitarie provenienti dai Paesi arabi del Golfo Persico, facendo nuovi proseliti, e occupando quello spazio del disagio sociale lasciato vuoto dalle legittime istituzioni. Paini prosegue citando alcuni dei casi più recenti ed emblematici di terrorismo condotti nei Balcani da parte di estremisti di fede islamica, mette in luce la relazione tra l’Isis ed i Balcani, e conclude menzionando la rete di arruolamento dell’islamismo radicale, che ha sviluppato i propri nodi e contatti, oltre che nei Balcani e nel Medio Oriente, anche in Italia.

L’autore volge a termine il proprio saggio mettendo in guardia il lettore da facili semplificazioni. Per usare le parole di Paini, “i reclutatori dell’Isis cercano di fare leva sulle frustrazioni dei giovani e sulle promesse tradite dall’Occidente per scatenare un conflitto religioso”, tuttavia “gli anticorpi più forti contro il fanatismo si trovano ancora e prima di tutto lì dove i musulmani sono abituati da secoli a dialogare e convivere con altre fedi”. La scelta di dedicare la maggior parte del testo a contestualizzare sotto il profilo storico i musulmani balcanici, per giungere alle questioni più controverse del tempo presente, rappresenta indubbiamente un valore aggiunto, perché consente al lettore la possibilità di dotarsi di un’opinione informata su di un tema volgarizzato dai mezzi di comunicazione di massa, ed estremamente lacunoso nei saggi non accademici in lingua italiana. “La mezzaluna d’Europa” è dunque un libro irrinunciabile per il lettore che non voglia accontentarsi di restare sulla superficie delle cronache, o di interpretazioni tendenziose scollate dalla realtà.

Per una ulteriore riflessione sul tema si veda: http://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/La-mezzaluna-d-Europa-l-Islam-europeo-dei-Balcani-176744

 

 

 

 

* Dottore di ricerca in Scienze Storiche presso l’Università del Piemonte Orientale