Ultimo Aggiornamento:
26 aprile 2017
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Il Grande Iran di Giuseppe Acconcia

Francesca Del Vecchio * - 18.02.2017
Iran

Mentre il Medioriente è una polveriera, e gli Stati Uniti certo non svolgono il ruolo di paciere, c’è un Paese che, neanche troppo silenziosamente, raduna le idee per affrontare una nuova fase della sua storia. Stiamo parlando dell’Iran, che il prossimo 19 maggio sceglierà il suo ottavo presidente (il primo dopo la rivoluzione khomeinista venne eletto nel 1980 con la costituzione della Repubblica Islamica dell’Iran). Dopo la morte dell’ex presidente Hashemi Rafsanjani, leader dei riformisti - di cui fa parte l’attuale presidente Hassan Rohani - e figura di spicco del post khomeinismo, le tensioni tra conservatori e riformisti si sono inasprite. Alle prossime elezioni, i primi faranno di tutto per impedire la rielezione del presidente uscente, artefice del compromesso sul nucleare. Anche l’uscita di scena di Mahmud Ahmadinejad dai giochi ha destabilizzato gli equilibri sul tavolo: ancora non ci sono certezze sul nome del futuro candidato conservatore.

Alla luce del ruolo che l’Iran ricopre, non solo in Medioriente ma anche nei rapporti internazionali, è fondamentale conoscere questo Paese. Giuseppe Acconcia, giornalista salernitano collaboratore di diverse testate italiane, ha realizzato l’impresa di raccontare l’Iran senza sensazionalismi; senza l’approccio orientalista tanto inviso a Said. Il libro, edito da Exòrma Edizioni, dal titolo “Il Grande Iran” è frutto di dieci anni - dal 2004-2014 - di lavoro e di viaggi tra l’Italia e Teheran. Il suo non può essere definito propriamente un compendio storiografico, né una guida per avventurieri. Sarebbe riduttivo etichettarlo sotto un genere letterario, piuttosto che un altro; è un libro composito. Lo definirei un diario di viaggio, dotato di un importante apparato storico. Acconcia, infatti, traccia un profilo dell’Iran dal ‘700 ai giorni nostri, dedicando particolare attenzione ad alcuni punti salienti della sua storia: ultimo in ordine di tempo, l’accordo di Vienna sul nucleare siglato tra Barak Obama e Rohani.

“Il Grande Iran” è un libro fondamentale per chi s’interessa a questo paese, ma anche un agevole manuale da consultare per letture più amene poiché costruito alternando con equilibrio il racconto dell’esperienza personale e il saggio. Acconcia racconta un Paese che, seppur affascinante nell’immaginario collettivo, si presenta complesso; dove “tutto è il contrario di tutto: la libertà è ipocrisia, la religione è politica, la carità è profitto”. Teheran è definita una “città bizzarra che, vista dall’alto, sconvolge coi suoi 15 milioni di abitanti che si riversano su strade straripanti di macchine, taxi, moto”.

Minuzioso, realistico e coinvolgente: l’Iran di Giuseppe Acconcia è un’entità in trasformazione: dal regno della dinastia Qajar (1781-1825), fino alla Rivoluzione islamica del 1979. E poi il riformismo di Khatami, fino al 2005, e l’oscurantismo quasi decennale di Mahmoud Ahmadinejad (2005-2013). Il titolo del libro, come ci tiene a spiegare Acconcia nelle prime pagine del volume, è una denuncia del concetto di Grande Medio Oriente - concepito da George W. Bush durante la sua presidenza degli Stati Uniti - nel quale esportare il disegno di democrazia tanto caro agli Usa. Contrariamente a quanto sostenuto da Bush, gli interessi iraniani risultano completamente diversi, e cioè legati al mantenimento di un controllo interno nel paese piuttosto che di esportazione del modello rivoluzionario nei paesi limitrofi.

Acconcia non dimentica nemmeno le questioni sociali, nel suo compendio sociologico: ampia parte è dedicata all’analisi dei progressi fatti in tema di questioni di genere e diritti civili; e al tema della repressione intellettuale: interessante è il paragrafo dedicato alla libertà di stampa e al giornalismo. È un libro che ci fa conoscere sicuramente meglio un Paese appesantito dal pregiudizio occidentale.

 

 

 

 

* Francesca Del Vecchio, praticante giornalista. Collabora con Il Manifesto, Prima Comunicazione e East Journal. Ha collaborato con Tgcom 24.