Ultimo Aggiornamento:
24 agosto 2016
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Cari lettori, con il numero del 24 agosto riprendiamo normalmente ad uscire il mercoledì e il sabato. Ci auguriamo di poter contare ancora sulla vostra fedeltà e sul vostro interesse. Da oggi un nuovo regalo per i nostri lettori. Scaricabile gratuitamente l'e-book di Luca Tentoni che raccoglie le sue preziose analisi sulla tornata di elezioni amministrative del 19 giugno 2016.

ULTIMO NUMERO: Anno 3 uscita 78 del 24.08.2016

La politica d’autunno

Anche se la ripresa vera e propria dell’attività politica tarderà ancora una decina di giorni si intravvedono le prime mosse su quelli che saranno i posizionamenti in vista di ciò che si preannuncia come la grande battaglia d’autunno. Al suo centro ci sarà, come ormai sanno tutti, il referendum sulla riforma costituzionale e il suo esito, ma le prospettive sono diverse da quel che si prospettava all’inizio dell’estate.

La situazione nel PD dovrà per forza di cose trovare un chiarimento. Renzi ha capito che trasformare il referendum in un plebiscito sulla sua persona non lo portava da nessuna parte e di conseguenza sembra avere cambiato strategia. Par di capire che si è messa da parte la prospettiva secondo la quale una vittoria del “no” avrebbe determinato da parte sua una drammatizzazione che doveva spingere alla fine della legislatura. Ovviamente la prima ragione per spiegare il cambiamento è che, come avevano notato vari commentatori, il potere di scioglimento è nelle mani del Capo dello Stato sentiti i presidenti di Camera e Senato (non esattamente due figure che lavorano in sintonia col premier). Ciò significa che in caso di vittoria dei contrari alla riforma le inevitabili dimissioni del governo in carica avrebbero semplicemente aperto una fase di ricerca di soluzioni alternative leggi tutto

American Democrats: prendersi i repubblicani scontenti o costruire una nuova maggioranza progressista?

Arnaldo Testi *

Ci sono due modi per immaginare una strategia elettorale che dia qualche soddisfazione al tuo partito. Il primo presuppone che l’universo in cui giocare sia quello degli elettori abituali, un dato più o meno immutabile. Chi vota vota, chi non vota affari suoi. In questo caso il gioco è a somma zero. Per vincere devi strappare elettori al partito avverso, metterne in cattiva luce il candidato, attaccarlo personalmente, persuaderli che il tuo è migliore, convincerli a cambiare cavallo. Se hai successo quello che ottieni è il tira e molla dello status quo: una volta vinci tu, la prossima vincono loro, un po’ per uno e così sia.

 

Il secondo modo ipotizza che l’universo elettorale sia più ampio ed elastico, che includa potenzialmente tutti gli aventi diritto, anche chi di solito non vota. In questo caso puoi decidere di uscire dal recinto per portarvi dentro forze nuove, per mobilitare persone e gruppi sociali che finora sono rimasti ai margini ma che pensi siano a te favorevoli per ragioni economiche, etniche, religiose, di genere. Se hai successo, nelle giuste condizioni, realizzi una svolta storica che dura una generazione. Porti dentro la classe operaia e fai il partito democratico del New Deal. leggi tutto

Burkini: qualche riflessione su un tema da non lasciare agli slogan

Fulvio Cammarano *

Forse non faceva parte della strategia del terrorismo di matrice islamica, sta di fatto che la presa di posizione del governo francese contro la tenuta balneare delle donne islamiche rappresenta per l’Isis una vittoria d’immagine per due ordini di motivi. Da una parte, infatti, può essere mostrata al mondo come la decantata tradizione di tolleranza e pluralismo della cultura laica occidentale non è per nulla salda e coerente. Al contrario appare fragile, pronta, se attaccata, a rimangiarsi convinzioni e ideali a spese di culture e modi di essere che, pur del tutto estranei all’universo terrorista, vengono associati ad un repulsivo immaginario di violenza e pericolo. Non è difficile ipotizzare che, non ci fossero stati gli attentati, le donne in burkini avrebbero potuto presentarsi sulle spiagge della Costa Azzurra senza particolari problemi, se non quelli dello sguardo ironico degli altri bagnanti. Il sostegno del governo Valls alle ordinanze dei sindaci, punitive nei confronti delle donne che si presenteranno sull’arenile intabarrate nel burkini, appare l’esito di una fase storica e come tale sembra sproporzionato. Infatti, pur tentando di presentarsi come una misura di ordine amministrativo, il divieto fa esplicito riferimento ad un leggi tutto

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